Cronaca Italia

Chieti, il sindaco resta senza poltrona: pignorata dalla Coop creditrice

Chieti, il sindaco resta senza poltrona: pignorata dalla Coop creditrice

Chieti, il sindaco resta senza poltrona: pignorata dalla Coop creditrice

ROMA – Chieti, il sindaco resta senza poltrona: pignorata dalla Coop creditrice. Al sindaco di Chieti hanno sfilato la poltrona da sotto le sue auguste terga; non è una metafora anti-casta, il primo cittadino Umberto Di Primio si è visto pignorare la sedia sulla quale dirige la città in Comune da una Coop che vanta crediti per quasi 90mila euro. Gli ufficiali giudiziari impegnati nel pignoramento hanno solo obbedito il decreto ingiuntivo esecutivo per 85.467 euro emesso dal giudice Federico Ria.

La cooperativa sociale Girasole gestisce fra l’altro casa Francesco, una struttura che accoglie minori in gravi difficoltà familiari: senza i soldi del Comune, questa il motivo del pignoramento, non riescono a mandar avanti le attività e a pagare gli stipendi.

“Il sindaco non è stato per niente disponibile con noi – ha commentato Luciana Di Nardo, avvocato della cooperativa ascoltato da Il Mattino.it – I beni mobili che abbiamo trovato all’interno sono della Banca d’Italia e del museo Barbella quindi hanno il vincolo della impignorabilità. Per oggi basta così. Proseguiremo con un nuovo pignoramento presso terzi, alla Banca Marche, e poi se questo nodo non si scioglie, la prossima settimana faremo la denuncia alla Procura regionale della Corte dei conti”.

Secondo il sindaco Di Primio “è evidente che hanno voluto fare una sceneggiata con questo pignoramento che è la sedia di lavoro, del valore di 30 euro che io avevo comprato – ha sottolineato il sindaco. Parliamo di una cooperativa che dice di vantare 90.000 euro in realtà ne ha già ricevuti 67.000, non paga l’affitto al Comune per il locale che occupa, non paga le utenze per il locale che occupa. E quindi prima di fare queste sceneggiata forse avrebbe fatto bene a sedersi con l’amministrazione comunale, cercando una transazione:forse avremmo evitato tutto questo che credo non faccia bene, in primis alla cooperativa, ma nemmeno all’immagine del Comune”.

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