Blitz quotidiano
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Chili di cocaina: il super boss messicano preso in Brianza

MILANO – Il compito di “Abc” era quello di portare chili di cocaina e cercare nuovi clienti. “Abc” è il nome con cui era noto Julio Cesar Olivas Felix, boss dei narcos messicani. Un pesce grosso che operava in Brianza e che è stato fermato dalla polizia. E’ la prima volta che un boss di questo calibro viene fermato in Lombardia e questo dà il segno di quanto sia florido il mercato. Scrive Il Corriere della Sera:

Non era mai capitato, in Lombardia, che un narcos del calibro di Abc venisse fermato. E che soprattutto si muovesse in Brianza, terra fertile per la ’ndrangheta, attiva oggi pi che mai negli stupefacenti. Contro Olivas Felix non c’erano inchieste e conseguenti ordini d’arresto. O meglio, non prima del 23 maggio quando i giudici del Texas avevano emesso un mandato di cattura per traffico di droga. In precedenza Abc era stato libero e non ricercato, tanto che aveva raggiunto l’Europa con il proprio nome sul passaporto superando i check-in degli aeroporti. La Dea gli stava lo stesso addosso.

Ed probabile che abbia aspettato di individuarlo non in uno Stato canaglia ma in una normale nazione che permetta l’estradizione. Fonti dello Scip, fiore all’occhiello della polizia italiana per la sua rete mondiale e la famosa centrale operativa in costante contatto con 190 Stati, spiegano che a causa del blocco in Texas per le faide interne e le indagini i canali naturali del cartello di Sinaloa hanno subto rallentamenti e intoppi. Servivano e servono nuovi mercati. Cambiare continente e pensare di sbarcare in Europa solitamente difficile senza contattare la ’ndrangheta. Al momento la Dea si limitata all’obiettivo principale della missione: chiudere la carriera di Abc, che da gennaio avrebbe gi mosso cinquecento chili di cocaina tra Messico e Usa. Per la sua parentesi brianzola potrebbe diventare interessante per la polizia. Per capire chi ha incontrato e dove.

Ci sarebbe una donna, nell’elenco delle persone cercate dal narcos. Forse questa donna ha facilitato senza saperlo l’ascolto e il monitoraggio degli americani. Non escluso che gli investigatori inizino a lavorarci sopra, per accertare se rappresentasse un legame personale o fosse funzionale a qualche organizzazione. Abc non s’aspettava l’arresto. Anche nei movimenti italiani non avrebbe preso precauzioni e parlava abbastanza tranquillamente al telefono. Sottovalutava le mosse dell’antidroga, e insieme a lui lo sottovalutavano l’intero cartello di Sinaloa e lo stuolo di avvocati, spioni, politici e agenti comprati che compongono la rete dei narcos e che sono stati presi controtempo. Non giunta all’orecchio nessuna soffiata sull’imminente cattura oppure stata tardiva. Olivas Felix ritenuto responsabile d’aver organizzato sia l’importazione di cocaina dal Guatemala in Messico sia l’esportazione negli Usa. Era la California, con i suoi fecondi bacini di San Diego e Los Angeles, il punto d’approdo preferito in quanto il pi remunerativo.

Il prossimo passo su Abc, detenuto nel carcere di Busto Arsizio e a disposizione della Corte d’appello di Milano, sar la probabile estradizione negli Usa. La Dea ha alte aspettative dagli interrogatori. In virtù del suo ruolo apicale nel cartello, Olivas Felix, nel caso in cui decidesse di collaborare, potrebbe svelare ampi scenari e aprire fronti inaspettati nella guerra contro i narcos. Ugualmente Abc potrebbe decidere di star zitto e chiudere l’esistenza dietro le sbarre. Il profilo, come abbiamo detto, non gli manca. Dalle sue parti in pochi sopravvivono cos tanto e il traguardo raggiunto dal quasi 42enne presuppone un ampio potere capace, a volte, di utilizzare canali anche ufficiali di dialogo. La Dea voleva dannatamente lui magari per arrivare ad altri. Pi in alto ancora di Olivas Felix, che in galera — secondo fonti della polizia penitenziaria — se ne sta tranquillo, forse convinto di trovarsi in una prigione messicana dove si pu evadere non scavando per forza tunnel: basta camminare nei corridoi e uscire dalle porte.