Blitz quotidiano
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Cicche di sigarette in terra, arrivano le vigilesse in borghese

SASSARI – Cicche di sigarette in terra, a Sassari a fare le multe arrivano le vigilesse in borghese. Giovani, carine, in jeans e t-shirt, sembrerebbero due amiche in giro per il centro. Ma quando vedono qualcuno che getta sul marciapiede o sulla strada il mozzicone tirano fuori il verbale e scatta la sanzione. 

Al momento si tratta di multe da poco: 25 euro al massimo, che diventano 17 se vengono pagate entro cinque giorni. Questo perché per adesso gli agenti si limitano a contestare un articolo del Codice della Strada che vieta qualunque insozzamento delle vie e delle pertinenze (come marciapiedi e aiuole). Ma la multa potrebbe salire fino a 150 euro se e quando i vigili decideranno di contestare anche l’illecito previsto nel Testo Unico Ambientale che fa riferimento non più solo all’inquinamento dovuto ai rifiuti ingombranti (come era fino allo scorso febbraio) ma anche a quello derivante da rifiuti piccoli, come appunto le cicche di sigaretta.

Per adesso, comunque, almeno a Sassari le vigilesse si limitano alla sanzione minore. L’obiettivo, infatti, è soprattutto uno, come spiega Luigi Soriga su La Nuova Sardegna: 

far capire che abbandonare una cicca costituisce a tutti gli effetti un illecito e d’ora in avanti verrà sanzionato. E non ci saranno per forza divise a far rispettare le regole del codice della strada e soprattutto della buona educazione.

È la prima volta che a Sassari viene svolto un simile monitoraggio in borghese: nell’arco di due giorni le sanzioni sono state una trentina. (…) «In questa fase stiamo lanciando un segnale e vogliamo sensibilizzare i cittadini a un maggiore rispetto per la propria città – dice il comandante Gianni Serra – per questo stiamo applicando la sanzione meno pesante».

C’è il ragazzo che prima di entrare nel negozio di abbigliamento lascia dietro di sè la cicca, la signora che la getta all’ingresso del Banco di Sardegna. Tutti dopo lo stupore iniziale recitano il loro mea culpa. Quello che fa male non sono tanto i 25 euro, ma la tirata d’orecchie virtuale.


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