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Cinghiali, caccia selettiva in Puglia: sono troppi, vanno abbattuti

Cinghiali, caccia selettiva in Puglia: sono troppi, vanno abbattuti

Cinghiali, caccia selettiva in Puglia: sono troppi, vanno abbattuti

BARI – I cinghiali sia avventurano sempre di più all’interno delle città e soprattutto nella Regione Puglia, che si è vista costretta a correre ai ripari. Una nuova proposta di legge regionale abilita così la caccia selettiva al cinghiale, una misura che scatta quando la presenza della specie diventa insostenibile per l’ambiente. A chiedere una soluzione alla Regione è stata la Coldiretti, dopo che automobilisti e agricoltori si sono dovuti scontrare con i danni causati da questi animali, che sono letteralmente raddopiati sul territorio negli ultimi 10 anni.

Giuseppe Armenise su La Gazzetta del Mezzogiorno scrive che i cinghiali sono stati introdotti dall’estero in Puglia e in poco tempo hanno invaso la regione, tanto che ora si parla di emergenza a causa del numero troppo alto. Il Presidente della commissione, il consigliere regionale Pd, Donato Pentassuglia, ha dichiarato:

“Abbiamo ritenuto utile ed opportuno colmare il vuoto normativo a livello regionale stante l’emergenza determinata dall’aumento incontrollato delle specie. La proposta di legge intende prevenire i danni, riducendoli progressivamente attraverso la fissazione di soglie massime di danno, garantire la pubblica incolumità, sia per chi pratica tali forme di caccia che per chi frequenta gli ambienti rurali, effettuare le misurazioni biometriche sui capi abbattuti, anche al fine di valutare ogni anno il potenziale riproduttivo della popolazione locale”.

Il presidente di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele, ha aggiunto:

San raffaele

“Abbiamo fatto pressing affinché si passasse dalle parole ai fatti sul delicato tema della fauna selvatica che mette a repentaglio l’incolumità pubblica e arreca danni al settore agricolo. Nel giro di 10 anni cinghiali e lupi sono raddoppiati, mettendo a rischio non solo le produzioni agroalimentari e l’assetto idrogeologico del territorio, ma anche la vita stessa di agricoltori e automobilisti. Qualora le misure di prevenzione si rilevino inefficaci dovrà, dunque, essere avviato un efficace controllo faunistico, tramite le attività di contenimento numerico, allontanamento e controllo della fauna selvatica, che si rendono necessarie per il soddisfacimento di un legittimo e primario interesse pubblico, tenendo conto, peraltro, dei principi di efficacia ed economicità delle modalità di attuazione, perseguendo il minimo impatto ecologico”.

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