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Cittadella, famiglia intossicata da salmonella: tutti in ospedale

CITTADELLA – Una intera famiglia di Cittadella è stata ricoverata in ospedale in isolamento e quarantena dopo essere rimasta intossicata dalla salmonella. Vittima di questa tossina, contenuta probabilmente in un barattolo di maionese, un vigile urbano di cittadella, i due figli e la nonna dell’agente. Salva solo la moglie del vigile, che al momento del pranzo in cui è stato consumato l’alimento contaminato si trovava a lavoro.

Silvia Bergamin sul quotidiano Il Mattino di Padova scrive che la famiglia è stata costretta ad un ricovero forzato di 6 giorni e ad una settimana di isolamento a causa di una intossicazione da salmonella avvenuta sabato 20 agosto:

“Il 44enne, che presta servizio tra le strade del Cittadelle, il sabato dopo Ferragosto era a casa e aveva deciso di preparare un piatto estivo per la famigliola; la compagna era al lavoro e lui si è messo in cucina, con la buona intenzione di preparare una maionese fatta in casa, a base di uovo, limone e olio. A pranzo c’era anche la mamma di lui, 65 anni, oltre ai figli, una bimba di 10 anni e il piccolo di appena 18 mesi. L’uovo non arrivava da qualche pollaio della zona, ma era sanissimo ed era stato acquistato al supermercato; rimane comunque la capacità dell’alimento, una volta contaminato, di trasmettere la salmonella.

La questione sarà capire chi – lo stesso vigile contaminato dal batterio? – possa aver “avvelenato” la maionese. «Secondo i medici», spiega il malcapitato, «potrei essere stato io, con la carica batterica che avevo contratto, a contaminare la maionese, lavorando l’uovo».

Per la famiglia sono stati giorni a dir poco nauseanti. «Quella stessa notte, intorno alle tre, a un quarto d’ora di distanza l’uno dall’altra, mia figlia ed io abbiamo iniziato a sentirci male, con episodi di dissenteria continui. In un primo momento abbiamo pensato a un’influenza intestinale e la domenica abbiamo sopportato i sintomi con pazienza». Ma nel giro di poche ore il quadro ha assunto contorni decisamente sospetti: «Quando mia moglie mi ha detto che anche il più piccolo, che non aveva mangiato la maionese, stava male, e ho sentito mia mamma, anche lei colpita da dissenteria, ho capito che c’era qualcosa di grave».

E subito tutti sono corsi all’ospedale di Bassano, dove la famiglia vive. La diagnosi è stata chiara fin dall’inizio: salmonella. Dopo giorni di cure, sono stati dimessi solo nel pomeriggio di ieri: tutti e quattro hanno contratto l’epatite di tipo D.

«Ieri ci hanno tolto le flebo», racconta il vigile, «e abbiamo potuto rientrare a casa, la cura ora la continueremo autonomamente. Ma fino al 4 settembre ci è stato imposto l’isolamento a casa». Il rientro però è stato possibile solo per papà, figlio e nonna. «Mia figlia purtroppo è ancora in ospedale a Padova, lei aveva una situazione più complessa che ha richiesto cure puntuali, ma sta migliorando, giorno dopo giorno». Si tratta ora di vederci chiaro e capire fino in fondo come la salmonella possa aver colpito: «Martedì devo consegnare le uova in dipartimento veterinario a Marostica, dove verranno svolte le analisi del caso», conclude il vigile”.


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