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Clienti abituali rapinano il loro bar e vengono arrestati

MANTOVA – Mettere a segno una rapina nel loro bar abituale. Due maldestri rapinatori dopo aver fatto irruzione al bar Grifondoro a Volta Mantovana, in provincia di Mantova, lo scorso 10 febbraio. I due armati di coltello si sono fatti consegnare un bottino da 1200 euro e poi sono fuggiti, ma le telecamere li hanno ripresi e un mese dopo sono stati identificati e arrestati con l’accusa di rapina a mano armata.

Roberto Bo su La Gazzetta di Mantova scrive che i due improvvisati rapinatori pensavano che colpire il loro bar abituale potesse essere una buona idea. Conoscevano la zona, il locale e le vie di fuga, ma anche loro erano volti noti e trovarli non è stato così complicato:

“Entrambi sono accusati di rapina a mano armata in concorso ai danni del bar sala slot Grifondoro di Volta Mantovana avvenuta il 10 febbraio. Gli arresti sono stati compiuti dai carabinieri della compagnia di Castiglione delle Stiviere diretta dal capitano Simone Toni, in collaborazione con i colleghi delle stazioni di Volta Mantovana e Monzambano.

Un’operazione che è stata denominata “Harry Potter” dal nome del bar rapinato. Secondo gli investigatori l’autore materiale del colpo, che fruttò 1.200 euro, è il magrebino, che la sera del 10 febbraio aveva fatto irruzione nel bar: volto travisato da una sciarpa e in mano un coltellaccio con lama di 12 centimetri. Sempre secondo gli inquirenti il via libera glielo aveva dato poco prima l’italiano, che aveva trascorso parte della serata all’interno del bar in attesa del momento migliore per dare l’okay al complice. Intorno all’una e trenta di notte è arrivato il disco verde: l’italiano è uscito dal locale e ha fatto un cenno al magrebino. Tutto questo sotto gli occhi elettronici del sistema di videosorveglianza.

E da lì sono partite le indagini che hanno messo il collegamento l’italiano con il misterioso straniero, grazie anche alla banca dati delle due stazioni dei carabinieri e ad altri filmati delle telecamere che avevano registrato contatti tra i due all’interno del bar nei giorni precedenti la rapina. Secondo i militari quello dei due era sicuramente il primo colpo della loro vita, ma che in caso di successo avrebbe dato il via ad una serie di altre irruzioni.

Rapinatore maldestro, il marocchino, tant’è che durante la fuga era inciampato sulla porta ed era caduto perdendo il coltello e parte della refurtiva. Nel portare a termine l’arresto dell’italiano i carabinieri hanno dovuto abbattere la porta della sua abitazione perché l’uomo alla vista dei militari si era barricato in casa. Nell’appartamento del marocchino i carabinieri hanno rinvenuto il coltello presumibilmente utilizzato per compiere la rapina”.


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