Cronaca Italia

Clinica degli orrori: Brega Massone, confermato ergastolo

Clinica degli orrori: Brega Massone, confermato ergastolo

Clinica degli orrori: Brega Massone, confermato ergastolo

MILANO – E’ stata confermata nel processo d’appello la condanna all’ergastolo inflitta in primo grado all’ex primario della clinica Santa Rita di Milano Pier Paolo Brega Massone. E’ stato assolto un altro medico, Marco Pansera, mentre è stata ridotta da 30 a 25 anni di carcere la pena per Fabio Presicci.

Brega Massone ha assistito impassibile alla lettura della sentenza emessa dai giudici della Corte d’Assise d’appello di Milano e, prima di uscire dall’aula per essere portato nel carcere di Opera, dove è detenuto, ha abbracciato la moglie. Pansera, invece, il chirurgo dell’equipe di Brega Massone che in primo grado era stato condannato a 26 anni e due mesi di carcere e oggi è stato assolto con la formula “perché il fatto non costituisce reato” ha abbracciato i parenti, che hanno esultato dopo la lettura della sentenza.

“Finalmente è stata fatta giustizia – ha spiegato il suo difensore, l’avvocato Luigi Isolabella – e aspettiamo di leggere le motivazioni di questa giusta assoluzione”. I giudici hanno emesso infine una sentenza di non doversi procedere per “prescrizione dei reati” nei confronti di altri cinque imputati, posizioni minori nel procedimento, che in primo grado erano stati condannati a pene da un anno e due mesi fino a due anni e tre mesi.

I giudici hanno accolto, in sostanza, le richieste del sostituto pg, che nelle scorse udienze aveva proposto la conferma per l’ergastolo per Brega Massone, l’assoluzione per Pansera e una riduzione della pena per Presicci. Per i giudici di primo grado Brega Massone, all’epoca primario di chirurgia toracica alla Santa Rita, uccise quattro anziani pazienti mandandoli in sala operatoria per “interventi inutili” effettuati al fine di “monetizzare” i rimborsi del Sistema Sanitario Nazionale per la casa di cura milanese. Il suo ex braccio destra, Fabio Presicci, è stato condannato per due di questi episodi. Mentre a Pansera, membro dell’equipe di Brega, era stata contestata solo la morte di un paziente. Hanno assistito alla lettura della sentenza anche alcuni parenti delle vittime, parti civili nel processo.

Il 9 aprile 2014 Brega Massone – a cui sono già stati inflitti in via definitiva 15 anni e mezzo di carcere per truffa e per una ottantina di casi di lesioni nel primo filone processuale – era stato condannato al carcere a vita con isolamento diurno per 3 anni. Per i giudici di primo grado l’ex primario uccise Giuseppina Vailati, 82 anni, Maria Luisa Scocchetti, 65 anni, Gustavo Dalto, 89 anni, e Antonio Schiavo, 85 anni.

Tutti anziani portati, secondo l’accusa, “sul tavolo operatorio” senza alcuna giustificazione clinica per interventi “inutili” effettuati al solo fine di “monetizzare” i rimborsi del sistema sanitario nazionale per la clinica convenzionata. Prima che i giudici si ritirassero in camera di consiglio, l’ex primario ha voluto rilasciare dichiarazioni spontanee in aula, rivolgendo loro un appello e ribadendo la sua innocenza. “Vi chiedo accoratamente di valutare la mia persona per quello che è sulla base degli atti del processo – ha sottolineato – non per come è stata descritta. Da quando sono in carcere ho avuto come unica preoccupazione la mia famiglia – ha proseguito – quello che a me interessa è la salute di mia figlia e di mia moglie”.

Poi ha raccontato di aver perso 16 chilogrammi da quando è detenuto in cella “a causa anche della situazione carceraria che mi ha minato”. E ha affermato di aver “sempre agito in scienza e coscienza”.

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