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Cocaina a fiumi a Roma ovest: in manette Fabiola Moretti (banda Magliana)

ROMA – Cocaina a fiumi a Roma ovest: in manette Fabiola Moretti (banda Magliana). Un fiume di cocaina che dal Sudamerica invadeva le piazze di spaccio di mezza Roma. “La ragazza” così lo stupefacente era ribattezzato nelle telefonate e nelle comunicazioni che il gruppo criminale finito ieri in carcere, in una maxioperazione congiunta tra i finanzieri del Gico e della Squadra Mobile, faceva quando il “carico” arrivava dalla Colombia e Guatemala.

In totale 15 le misure cautelari emesse dal gip capitolino su richiesta dei pm della Dda coordinati dal procuratore aggiunto Michele Prestipino. Un costante flusso di coca che veniva distribuita capillarmente nella zona ovest di Roma, in particolare nei quartieri periferici del Corviale, Trullo e Casetta Mattei. Un gruppo criminale ben organizzato con ruoli definiti al punto da riuscire a comunicare in modo del tutto “schermato” utilizzando i software di ultima generazione per rendere impermeabile all’ascolto degli inquirenti le trattative per portare la cocaina all’ombra del Colosseo.

Tra i quindici arrestati c’è anche Fabiola Moretti, la pentita della banda della Magliana ed ex compagna del boss Danilo Abbruciati. Quest’ultima, secondo quanto accertato dagli inquirenti, poteva contare sulla collaborazione di un gruppo di giovani pusher nella zona di Albano Laziale grazie ai quali garantiva lo spaccio e non solo. Mettendo al servizio del gruppo la sua “esperienza nel settore”, la Moretti dispensava consigli sulla qualità dello stupefacente e in alcune circostanze svolgeva anche il ruolo di ‘assaggiatrice’.

A capo dell’organizzazione, secondo gli inquirenti, un triunvirato guidato dal pluripregiudicato Venanzio Tamburini, classe ’53, che aveva come braccio destro il suo genero, Ermanno Di Rocco e il ‘socio’ Antonio Antonini. Una operazione, quella di oggi, che ha goduto anche della collaborazione della Dea americana e che negli ultimi tre anni ha portato al sequestro, complessivamente, di 3 tonnellate di polvere bianca, di cui 968 chilogrammi sul territorio statunitense.

L’organizzazione non lasciava nulla al caso, soprattutto per quanto riguardava le comunicazioni che spesso avvenivano utilizzando un vero e proprio gergo. “La ragazza si è cambiata”, erano soliti dire al telefono per dire che la droga era stata tagliata. L’espressione “Farò controllare i parcheggi” era un modo per spiegare che si doveva verificare se i corrieri erano per caso finiti in carcere.

Quando invece il riferimento era alle somme di denaro ‘cash’ il gruppo parlava di “temperature”. Nel corso dell’attività di indagine sono state accertate 7 importazioni di narcotico, che avvenivano tra il porto di Civitavecchia e gli aeroporti di Fiumicino e Bologna. In quattro occasioni le forze dell’ordine sono riuscite ad intercettare il “carico” procedendo al sequestro di oltre 12 chili di coca e ad arrestate 4 corrieri.

Nel corso dell’indagine sono stati sequestrati in Italia 245 mila euro in contanti, provento del narcotraffico. Nel corso di questa operazione in collaborazione con la Dea americana 96 persone sono state arrestate fuori dall’Italia con oltre 11 milioni di dollari sequestrati.