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Cocaina. Mezzo kg in auto, assolto: troppo ricco per spaccio

FIRENZE – Fa discutere una sentenza del tribunale di Firenze in materia di droga: un uomo di 42 anni, figlio di facoltoso imprenditore, compulsivo consumatore di cocaina di cui è stato trovato in pos per quasi 600 grammi, è stato assolto perché troppo benestante per che si potesse condannare lo spaccio.

Il giudice ha ascoltato uno psichiatra, un commercialista e il padre dell’imputato. E, a parte il grande quantitativo di droga, non ha trovato altri elementi per giustificare il commercio illegale (bilancini, sostanze da taglio, buste per la confezione di dosi, contatti con eventuali clienti).

L’imputato aveva un vecchio precedente del 1996 per detenzione e spaccio di una modica quantità. Poco più di un anno fa fu fermato dalla Guardia di Finanza che allertati dal precedente hanno deciso di procedere a un controllo più accurato dell’auto su cui viaggiava. Sono così saltati fuori -racconta la cronaca fiorentina di Repubblica – 12 sacchetti di cellophane contenenti 597 grammi di cocaina. Al dettaglio corrispondono a più di 3 mila dosi medie giornaliere.

Una spesa di almeno 30mila euro. Il processo con rito abbreviato si è concluso, come visto, con l’assoluzione. E’ stato riconosciuto solo uno smodato tentativo di approvvigionamento personale che, in linea con l’orientamento della Corte di Cassazione, non costituisce violazione tale da aprire le porte del carcere come per gli spacciatori. Il commercialista convocato dalla difesa ha poi spiegato perché l’uomo non aveva bisogno di incrementare le entrate con un’attività illecita e pericolosa. La testimonianza dello psichiatra ha illustrato la personalità dell’imputato offrendo altre ragioni all’innocenza dell’imputato.

Lo psichiatra ha spiegato che da giovane il suo paziente aveva fatto uso smodato di marijuana e poi era passato alla cocaina. Segnalato come consumatore nel 2014, non si era drogato per mesi. Nel febbraio 2015, pochi giorni prima del suo arresto, i controlli si erano conclusi in maniera positiva. Ma la lunga astinenza – secondo lo psichiatra – aveva scatenato in lui il craving, un bisogno incontenibile e urgente di droga. E poiché ha una personalità infantile e tende ad accumulare oggetti, cibo e denaro, probabilmente aveva deciso di accumulare anche cocaina. Per cui l’arresto era stato una “provvida disgrazia”, perché rischiava altrimenti di assumere droga in dosi tali da morirne. (Huffington Post)