Cronaca Italia

Codacons filosofia: consumo, non pago, faccio la vittima

Codacons filosofia: consumo, non pago, faccio la vittima

Codacons filosofia: consumo, non pago, faccio la vittima

ROMA – Codacons filosofia, fino alla lettera ufficiale al Corriere della Sera, lettera di replica-protesta-ammonimento, si poteva pensare fosse solo individuale pensiero del dirigente Codacons Marco Maria Donzelli. E invece no, è proprio, come dire, filosofia dell’organizzazione tutta che ufficialmente e orgogliosamente ne rivendica l’elaborazione e la pratica. Filosofia della vita sociale che si riassume più o meno così: consumo, quindi non pago o pago se mi va e faccio la vittima. Filosofia del lamento che picchia, del picchiare lamentandosi (con spruzzatina qua e là di ammiccamenti e richiami).

L’antefatto, o meglio il fatto: Massimo Gramellini ricorda in prima pagina sul Corriere della Sera che “il presidente del Codaconss, paladino dei consumatori, non paga da anni la mensa scolastica delle figlie perché, dice, il cibo non è un granché”. Di qui Gramellini parte per la dovuta e sconsolata ironia: al bar caffè pagato solo quando è buono, parcheggi pagati solo se all’ombra, giornali pagati solo se hanno titoli e articoli di suo gradimento…

Infatti Marco Maria Donzelli aveva dichiarato al Corriere che il cibo della mensa non era “in linea con l’alimentazione che intendiamo seguire”. Quindi non paga la mensa. Secondo filosofia per la quale esistono solo diritti. Diritti la cui portata e ambito sono stabiliti ovviamente dal diretto interessato. Ogni giudizio e voglia e pretesa individuale diventa in questa filosofia diritto a cui gli altri devono provvedere. Doveri? Non ne esistono.

Si poteva pensare fosse filosofia individuale e invece la lettera ufficiale del Codacons al Corriere spiega che è filosofia dell’Organizzazione tutta.  Da notare poi nella lettera un richiamo al, come dire, canone del qua la pezza, qua il sapone…Compare un avvertimento-ammiccamento al giornalista: noi ti abbiamo fatto risparmiare sulla bolletta della luce e tu non fai gruppo e clan con noi che ti abbiamo fatto un favore? Il tutto condito con “chissà quante case hai” tu che sei ricco.

Non c’è che dire, un completo manifesto di civismo e cittadinanza: usufruisco del pubblico, della res pubblica ma ad essa non contribuisco se non si attiene alle mie aspettative e desideri. Se qualcuno trova da ridire proclamo me stesso vittima, se qualcuno critica gli ricordo che lo possiamo attaccare personalmente sul patrimonio, ma comunque lo invitiamo a rientrare  al caldo del clan.

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