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Comune Roma assume? Sì, esperti anti-stress dei dipendenti

ROMA – Comune Roma assume? Sì, esperti anti-stress dei dipendenti. Si chiama “Piano delle azioni positive”, serve a fornire un aiuto fisico e psicologico ai dipendenti del Comune di Roma affetti da “iper-affaticamento” da lavoro. L’anno scorso solo 150 i colloqui per migliorare salute e benessere, 80 ore sono state dedicati ai laboratori di “rimotivazione”: tutti svolti durante l’orario di lavoro.

Da quest’anno il programma sarà intensificato, per cui muniti di tuta e tappetino da joga, i dipendenti potranno partecipare con più assiduità e partecipazione alle sedute bioenergetiche. Dove si imparano i rudimenti di una corretta respirazione, ci si esercita a mantenere un postura corretta che rimedi allo stress psicofisico di lunghe sedute immobile i davanti al computer. Per questo il Comune più indebitato d’Italia ritiene urgenti nuove assunzioni di super-esperti rimotivazionali, qualsiasi cosa voglia dire.

I più stressati tra i 23mila dipendenti sono insegnanti e impiegati degli sportelli anagrafici. Per loro e i colleghi più stressati servono dunque “sportelli d’ascolto”, l’amministrazione ha deciso di richiedere “consulenze specialistiche con il medico competente”. Sul Messaggero Mirko Polisano spiega il senso di una iniziativa che sembra sfuggire anche ai delegati sindacali più agguerriti.

«Con tanti problemi che abbiamo – ammette Raffaele Paciocca, rsu Cisl del X municipio – la bioenergetica non mi sembra la priorità. Se dobbiamo investire su dei corsi – continua Paciocca – preoccupiamoci della formazione giuridica e tecnica degli amministrativi». Un’ipotesi che dovrebbe essere la condicio sine qua non in un municipio sciolto per mafia come quello di Ostia. Rotazioni di testa e movimenti di bacino invece vengono scanditi dal tempo dettato dal battito delle mani, sotto gli occhi vigili del direttore amministrativo che difende il programma antistress.

«Il personale di Ostia è meritevole – ribatte la direttrice Cinzia Esposito – siamo in carenza organico ed è per questo che i dipendenti sono in ansia e sotto pressione. Abbiamo già ricoverato due lavoratrici per crisi di panico, per questo hanno bisogno di chi possa insegnare loro a respirare bene e a stare sedute in un certo modo». Resta da rivedere l’organizzazione e, soprattutto gli orari. «Stiamo valutando di poter calibrare queste lezioni – ha concluso la direttrice – su gruppi più ristretti, senza togliere forza lavoro dagli uffici. Il problema è che questi corsi però interessano a pochi». (Mirko Polisano, Il Messaggero)

 


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