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Concorso Scuola, 165mila domande. Ma è rischio caos ricorsi

ROMA – I posti in palio sono 63.712, ma le domande di partecipazione al Concorso Scuola hanno raggiunto quota 165.578. E non solo: proprio nel giorno in cui si è chiuso il bando per poter accedere al concorso, dal Tar del Lazio sono arrivate decisioni che rischiano di spianare la strada a una valanga di ricorsi. Cosa è successo? Alle 14 di mercoledì 30 marzo si è chiusa la finestra utile per potersi iscrivere, esclusivamente online, al concorso previsto dalla “Buona Scuola”, con buona pace di chi, come l’Anief, invocava una proroga dei termini per un “tilt del sistema” che avrebbe creato problemi a “migliaia di docenti”. Al bando potevano partecipare solo i docenti in pos del titolo di abilitazione. Ma il tribunale amministrativo ha ritenuto che debbano partecipare alla prova, con riserva, anche centinaia di docenti non abilitati seppure assunti come supplenti dalle Graduatorie di Istituto.

La regione con più domande presentate è la Campania (24.125), seguita da Lombardia (22.630), Sicilia (17.725) e Lazio (16.191). Soltanto 890 gli iscritti dal Molise. Quanto all’identikit del candidato, l’85,2% delle domande è stato inoltrato da donne, percentuale che sale al 95,6% se si guarda al bando della primaria e dell’infanzia, e che si attesta al 91,7% per il sostegno. Il 63,1% delle domande arriva da under40 (con un picco del 69,9% in Lombardia). L’età media generale è di 38,6 anni (34 per il sostegno). Nel dettaglio sono 97.719 le domande per il bando relativo a scuola dell’infanzia e primaria, 58.254 per la secondaria di I e II grado, 9.605 per il sostegno. Per conoscere le date delle prove scritte, che si svolgeranno da fine aprile, bisognerà ora aspettare l’avviso che sarà pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 12 aprile.

Il ministro Giannini è soddisfatta per l’alta adesione al concorso, comunque al di sotto della platea di 200.000 candidati stimata dal Miur: “La numerosa presenza di giovani dimostra che siamo sulla strada giusta – ha detto la titolare di Viale Trastevere – continua l’impegno del Governo per portare qualità, stabilità ed energie nuove nella scuola”. “Dopo anni di mancate risposte sul tema del precariato storico e di concorsi che si sono svolti a singhiozzo si sta cercando – ha spiegato il ministro – di riportare il Paese alla normalità: con la Buona Scuola prevediamo bandi ogni tre anni e dunque certezze sui tempi di selezione per l’ingresso nella scuola“.

Certezze non sembrano esserci, invece, sui numeri dei partecipanti. Il Tar del Lazio, con una serie di decreti monocratici, ha ammesso con riserva alla prova, anche centinaia di docenti non in pos dell’abilitazione seppure spesso assunti come supplenti dalle Graduatorie di Istituto. Il Tar dovrebbe emettere i primi giudizi pilota il prossimo 7 aprile. E, secondo i legali di Adida (Associazione Docenti Invisibili da Abilitare) stanno per essere depositati ricorsi per oltre 5mila docenti e sarebbero oltre 20mila coloro che hanno tentato la strada del Tribunale amministrativo.

Secondo il Codacons oggi è stata spianata la strada al ricorso collettivo promosso dalla stessa associazione in favore di tutti i candidati esclusi dal concorso. Il M5S parla di “impressionante dilettantismo e cecità del ministero” e prospetta il “caos più assoluto” se nel corso dei prossimi giorni o settimane, i giudici dovessero ripetere la sentenza odierna. Ma la responsabile scuola e università di Forza Italia, Elena Centemero si chiede se “tutti abbiano presente che la scuola non è fatta per creare posti di lavoro per i docenti, ma per gli studenti e la loro formazione” ricordando che il precariato scolastico “è stato creato proprio da chi ha consentito l’accesso a tutti, indipendentemente dalla capacità di insegnare”.