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Consiglio di Stato liberalizza lo shiatsu. Ma gli estetisti non ci stanno

ROMA – Il Consiglio di Stato liberalizza lo shiatsu: pratiche come tuina, riflessologia plantare, feldenkrais, massaggio ayurvedico, osteopatia e chiropratica potranno essere esercitate anche da chi non è estetista. Ma Confartigianato Veneto Estetica non ci sta.

“Non si può calpestare in questo modo la dignità della nostra professione che, ricordo, è frutto di anni di formazione e costanti aggiornamenti”, commenta la presidente Valeria Sylvia Ferron. 

 

A suscitare le ire dell’associazione di categoria è stata una emessa il 25 luglio scorso dal Consiglio di Stato che liberalizza le professioni cosiddette “bionaturali”, annullando il verdetto emesso nel 2015 dal Tribunale regionale amministrativo della Liguria che aveva confermato la chiusura temporanea di un centro benessere di tuina a Sanremo proprio per l’assenza di un direttore tecnico qualificato e della licenza amministrativa di estetista.

“È inaudito che altri operatori abbiano corsie preferenziali per esercitare gli stessi trattamenti, denuncia Valeria Sylvia Ferron. E ancor più grave è che volutamente si continui a disattendere a interpretare le leggi in modo sbagliato e senza contraddittorio. Siamo di fronte all’ennesimo provvedimento che danneggia le imprese della categoria e dimostra leggerezza nei confronti della salute dei cittadini”.

Secondo gli artigiani veneti la sentenza lascia un vuoto operativo, dal momento che spetterebbe ora a Regioni e Comuni approvare dei regolamenti di disciplina di queste attività, cosa che avviene a macchia di leopardo “con interpretazioni il più delle volte permissive” a detta di Confartigianato Estetica.