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Consulta: Coltivare cannabis per uso personale resta reato

ROMA – La coltivazione di cannabis per uso personale resta un reato da perseguire penalmente. Lo ha stabilito la Corte costituzionale che ha dichiarato non fondata la questione di legittimità sollevata dalla Corte di appello di Brescia in merito al trattamento sanzionatorio della coltivazione di piante di cannabis per uso personale.

La decisione è riferita all’art. 75 del testo unico sulle droghe ed è stata assunta nel solco delle sue precedenti pronunce in materia. L’articolo 75 del Dpr 309/1990 è quello che ammette l’uso personale. Il pos di sostanza stupefacente per uso personale non è reato ma è sanzionato in via amministrativa, cioè con la sospensione o il divieto di ottenere uno o più documenti fra: patente / patentino di guida, porto d’armi, passaporto e carta d’identità a fini di espatrio, permesso di soggiorno per gli stranieri.

La durata della sanzione va da un periodo minimo di un mese al massimo di 12 mesi; nel caso delle patenti di guida la sospensione può durare fino a tre anni. Inoltre, nel caso in cui la persona, al momento dell’accertamento abbia la disponibilità immediata di un veicolo a motore la norma prevede il ritiro immediato della patente per 30 giorni.

Lo stesso articolo esclude “tra le condotte suscettibili di sola sanzione amministrativa, qualora finalizzate al solo uso personale dello stupefacente, la condotta di coltivazione di piante di cannabis”. I giudici di Brescia hanno sollevato un dubbio di costituzionalità in relazione ai principi di ragionevolezza, uguaglianza e di offensività, previsti dagli articoli 3, 13, 25, e 27 della Costituzione.

Nell’incertezza normativa, dopo la bocciatura due anni fa della legge Fini-Giovanardi, giudicata incostituzionale, la stessa Cassazione era entrata in contraddizione negli ultimi mesi. Si veda ad esempio la sentenza della sesta sezione penale che aveva assolto un cittadino imputato della coltivazione di due piante perché ad uso personale e quella, di orientamento molto più punitivo, della terza sezione, che ha stabilito che la coltivazione di cannabis è sempre punibile, a prescindere dalle sue dimensioni.