Blitz quotidiano
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Corleone, bandiere a lutto. Per Provenzano? “No, per morti Puglia”

PALERMO – Mercoledì mattina a Corleone, il paese di Bernardo Provenzano dove il boss farà ritorno un’ultima volta per essere seppellito, erano tutti un po’ perplessi a causa di un equivoco subito chiarito. Sul balcone del Municipio erano appese in bella vista le bandiere listate a lutto. Ma non di certo per la scomparsa dell’ex capo di Cosa Nostra. La decisione, presa la sera precedente dal sindaco Lea Savona, era legata al cordoglio per la sciagura ferroviaria avvenuta in Puglia.

Quando il sindaco, che tra l’altro si trova a Fatima, in Portogallo, per partecipare a un pellegrinaggio verso il santuario di Santiago di Compostela, ha appreso della morte di Provenzano ha subito dato ordine di toglierle per “evitare possibili speculazioni”. Ma almeno fino a mezzogiorno le bandiere a mezz’asta hanno fatto storcere parecchi nasi.

Raggiunta dall’Ansa, la prima cittadina ci tiene a precisare: “Condivido la decisione del questore di vietare i funerali in chiesa, anche io sono contraria in questo caso a cerimonie pubbliche. Ne ho parlato anche con il parroco Frà Giuseppe Gentile, che si trova con noi in questo momento e che avrebbe dovuto celebrare le esequie”. E risentita aggiunge: “Se la famiglia deciderà di seppellire il boss nella sua città natale potranno andare direttamente solo al cimitero. Non permetterò alcuna strumentalizzazione, come è accaduto per il presunto e inesistente “inchino” dell’ultima processione passata lungo la strada dove abitano i parenti di Salvatore Riina”

Lea Savona è alla guida di una giunta di centro destra nei confronti della quale il Viminale ha disposto nei mesi scorsi un accesso agli atti per presunte infiltrazioni mafiose in alcuni appalti. “L’ispezione – spiega il sindaco – si è conclusa il 18 aprile scorso e siamo ancora in attesa di conoscere i risultati. Io e la mia amministrazione siamo assolutamente sereni. Tutta la mia attività amministrativa è stata ricostruita in una memoria di 120 pagine inviata, tra gli altri, anche al Presidente della Repubblica, al Presidente del Consiglio e allo stesso ministro dell’Interno”.