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Costa Concordia, Schettino chiede riapertura del processo

FIRENZE – “Chiedo ai giudici di disporre la rinnovazione del dibattimento“: così durante l’arringa l’avvocato Saverio Senese, difensore di Francesco Schettino, ha ribadito in aula una delle richieste fatte nel ricorso in secondo grado per approfondire aspetti della vicenda del naufragio della Costa Concordia, anche sentendo altre persone e acquisendo nuove prove. In particolare, durante un passaggio nell’udienza in corso venerdì, l’avvocato Senese ha fatto riferimento ad una istanza che la difesa ha presentato alla procura generale per disporre il sequestro di 30 documenti presso la Compagnia Costa Crociere.

“Voi avete il potere – ha detto l’avvocato – di acquisire quei documenti, noi no. Non c’è parità tra accusa e difesa, l’accusa ha disposizione tutti i mezzi possibili, io solo un computer e la segretaria. Perciò quando il cliente non ha disponibilità economiche, non posso avvalermi di consulenti”. Durante l’arringa Senese ha difeso Schettino sotto vari punti, sostenendo che, tra le accuse all’ex comandante della nave, “aver ritardato il dare l’allarme generale fu una scelta sapiente” e che “gli otto errori scientificamente dimostrati del timoniere indonesiano non sono stati valutati adeguatamente, pertanto è necessario disporre una perizia”. I vari atti però possono eventualmente essere attuati nel processo di secondo grado solo se i giudici di appello anzichè procedere alla sentenza decideranno nelle prossime udienze di riaprire il dibattimento.