Blitz quotidiano
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Cranio Randagio, amici: “Alla festa anche cocaina e anfetamine”

ROMA – Marijuana ma anche cocaina e anfetamine. Secondo alcuni dei ragazzi presenti, c’erano diverse droghe nell’appartamento alla Balduina, Roma, dove è morto il rapper Cranio Randagio. Scrive Repubblica:

Nessun pusher sarebbe entrato in casa. A portare la droga sarebbe stato qualcuno tra gli 11 invitati: uno di loro, infatti, aveva dei precedenti per spaccio. Intanto il sostituto procuratore Pierfilippo Laviani ha disposto l’acquisizione dei tabulati telefonici dei cellulari dei partecipanti e la scheda di intervento dei medici del 118. Resta ancora da chiarire cose sia accaduto nell’appartamento della Balduina tra le 14 di sabato scorso, quando gli amici che erano rimasti a dormire dopo la festa hanno tentato di svegliare Cranio Randagio e le 15.05, l’orario esatto in cui è partita la chiamata all’ambulanza. Un tassello ancora mancante nel quadro della serata a base di alcol e droghe che è costata la vita al talento del rap.

Alcuni amici raccontano: “Facciamo chiarezza: Vitto non era un tossicodipendente, era uno come noi, era il fratello di uno di noi e quella mattina non c’erano amici, c’erano solo codardi”. Sono le dure parole che gli amici di Cranio Randagio affidano ai social network per ricordare Vittorio Bois Andrei. “Noi, se Vittorio Andrei ci fosse morto davanti avremmo subito chiamato Mamma Carlotta”, scrivono rimarcando il buco di un’ora da quando il cantante ha accusato il malore a quando sono stati chiamati i soccorsi.

“Quando Vitto si è accasciato a terra alle 14 circa, l’ambulanza è stata chiamata solo alle 15:05 ed a Mamma Carlotta che chiamava e chiamava nessuno ha mai risposto, né prima né dopo – scrivono -. Forse nessuno avrebbe potuto salvarlo, ma in quell’ora dalle 14:00 alle 15:05 nessun amico avrebbe messo il profumo e pulito la casa, nessuno amico avrebbe mai detto alla polizia ‘Noi fumavamo solo erba, Vitto invece faceva uso di metanfetamine'”. “Se in quella casa maledetta ci fosse stato un solo amico di Vitto – conclude la lettera – quello non avrebbe esitato a dare l’opportunità a Mamma Carlotta di fare l’impossibile, perché un amico di Vitto sa che Mamma Carlotta con i suoi figli ha già fatto l’impossibile”.