Cronaca Italia

Cranio Randagio, autopsia esclude problemi di cuore. Caccia ai pusher

Cranio Randagio, autopsia esclude problemi di cuore. Caccia ai pusher

Cranio Randagio, autopsia esclude problemi di cuore. Caccia ai pusher (Foto Ansa)

ROMA – Cranio Randagio, l’autopsia esclude problemi congeniti. Il giovane rapper, all’anagrafe Vittorio Andrei, è morto quindi per cause esterne, probabilmente per un mix di alcol e droghe, e forse non solo marijuana. Questo, almeno, è quanto lasciano pensare i primi risultati delle indagini scattate dopo la morte del giovane rapper, deceduto in casa di amici dopo una festa in un appartamento della Balduina, a Roma. Ed è caccia agli spacciatori.

Secondo quanto scrive il Messaggero, i pusher a cui sta dando la caccia la polizia di Monte Mario sarebbero almeno due. I ragazzi che erano con Vittorio alla festa hanno detto di aver fumato molta marijuana e bevuto molto alcool. Ma, considerato che Vittorio non aveva problemi di cuore, gli investigatori pensano che i ragazzi, o quanto meno lui, non si sia limitato alla marijuana, come scrive il Messaggero:

Ma gli investigatori sospettano che il rapper possa non avere fumato solo marijuana, il sospetto è che abbia consumato anche droghe di un altro tipo. Per questo bisognerà aspettare i risultati degli esami tossicologici. Gli amici hanno raccontato che Vittorio Bos a volte faceva uso di metanfetamine, e potrebbe averlo fatto anche la sera che è morto. In procuraè stato aperto per ora un fascicolo contro ignoti per morte come conseguenza di un altro reato.

Il giovane rapper si è svegliato insieme agli amici intorno alle 14, ma poi è stato subito colto da malore, si è accasciato ed è morto, come hanno raccontato i suoi amici al Messaggero:

«Ci è morto tra le braccia», hanno raccontato gli amici «lo avevamo visto che continuava a dormire, all’inizio non ci siamo preoccupati, dopo un po’ siamo andati a svegliarlo e lui era vivo. La sera prima ci eravamo ammazzati di canne e avevamo bevuto un sacco. Quando si è svegliato sembrava che stava bene, poi all’improvviso si è accasciato. Abbiamo tentato di rianimarlo, ma non si riprendeva e abbiamo chiamato l’ambulanza».

Poco dopo, insieme all’ambulanza arriva anche la polizia. Ma per Vittorio non c’è più nulla da fare.

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