Sono stati identificati i resti umani trovati la scorsa estate in una grava carsica in località Zazzano (Foggia). Si tratta di Michele e Matteo Russo, rispettivamente padre e figlio, visti per l’ultima volta il 2 novembre 2001, e Giuseppe Ventrella, la cui scomparsa era stata denunciata dieci anni prima, nel gennaio 1991. Per tutti e tre era stata ipotizzata la morte per “lupara bianca”.
Le identificazioni sono state fatte dai periti nominati dalla Procura della Repubblica di Foggia. Nell’agosto scorso alcuni speleologi, durante interventi di bonifica nella cavità carsica di San Marco in Lamis, trovarono i resti umani: una cassa toracica avvolta da una maglietta da uomo intrisa di fango, parte di polsi e mani legate con un laccio di colore rosso e due femori.
Nella carcassa di un’autovettura furono successivamente rinvenute ossa di braccia e una mandibola. I corpi dei Russo, in particolare, erano all’interno di un sacco: erano state loro legate le mani con una corda e probabilmente “incaprettati”. Sul corpo di Michele Russo è stato trovato un proiettile calibro 38 e una cartuccia calibro 12. Tra le carcasse di auto trovate nella zona anche una Alfa Romeo 164 intestata a Ventrella.
1 marzo 2010 | 11:45 Letto 1140 volte
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