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Crolla ponte su autostrada A14: auto schiacciata, due morti FOTO-VIDEO

  • Crolla ponte su autostrada A14: precipitano auto, ci sono morti
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  • Crolla ponte sull'A14: 2 morti
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Crolla ponte su autostrada A14: precipitano auto, ci sono morti

Crolla ponte su autostrada A14: precipitano auto, ci sono morti

ANCONA – Un ponte, il 167, è crollato sull’autostrada A14 al km 235+800, all’altezza di Camerano (Ancona), tra Loreto e Ancona Sud: ci sono due morti e tre feriti.

Le due vittime sono Emidio Diomedi, 60 anni e la moglie Antonella Viviani, 54. La coppia viveva a Spinetoli, in provincia di Ascoli Piceno. Si trovavano a bordo di una Nissan Qashqai che passava sotto al ponte nel momento del crollo.

Sposati da 36 anni, Emidio Diomedi e Antonella Viviani gestivano insieme un’azienda di confezioni con sede a Colli del Tronto. La polizia ha informato nel pomeriggio i familiari della tragedia avvenuta. I coniugi Diomede lasciano due figli, Daniela e Daniele, quest’ultimo ex
team manager della Sambenedettese calcio.

I tre feriti invece sono tre operai rumeni, di 56, 47 e 46 anni, coinvolti nella caduta di alcune impalcature. Sono precipitati da un’altezza di circa sei-sette metri: il più anziano si è fratturato un polso e ricorda tutto quanto è accaduto.

Sul posto sono accorsi la polizia stradale, i vigili del fuoco, i mezzi del 118 e due eliambulanze. L’autostrada è chiusa in entrambe le direzioni. Autostrade per l’Italia fa sapere in una nota che il ponte crollato era una struttura provvisoria posizionata a sostegno del cavalcavia, che era chiuso al traffico. Il crollo è avvenuto nell’ambito dei lavori di ampliamento a tre corsie dell’A14 nel tratto tra Ancora Sud e Loreto.

Il ponte si è spezzato ai lati, schiantandosi a terra proprio mentre transitava la Nissan con i due coniugi rimasti uccisi. Stando a quanto si è appreso, sul ponte, una costruzione già esistente, erano in corso lavori di manutenzione su entrambi i lati, affidati a due diverse ditte.

Dopo il crollo, il prefetto di Ancona Antonio D’Acunto ha convocato una riunione immediata del Comitato operativo della viabilità. Lo scopo, si legge in una nota, ”è individuare una soluzione alternativa alla circolazione ordinaria, interdetta nella zona interessata.

Si sente “miracolata” Anna Maria Mancinelli, di Porto Sant’Elpidio (Fermo), che stava viaggiando sulla stessa autostrada. La sua auto è riuscita a frenare “un centinaio di metri prima”. “Prima abbiamo visto della macchine ferme – racconta all’Ansa – poi un autoveicolo schiacciato e abbiamo capito che cosa era successo. Sono laica, ma stavamo tornando da un conferenza stampa di presentazione ad Ancona della Festa delle Pro Loco che si terrà il 12 marzo a Loreto, dove verranno benedetti i gonfaloni dell’Unpli. Questo e il fatto che ci troviamo nel territorio di Loreto mi fanno sentire una miracolata”.

“Ennesima tragedia annunciata”, secondo Gennaro Ciliberto, 44 anni, che è stato responsabile sicurezza nei cantieri di una ditta realizzatrice della costruzione e manutenzione di varie opere autostradali in subappalto. “Sono anni – ha spiegato – che denuncio lo stato di mancata osservazione delle regole di collaudo e la scarsa esecuzione dei lavori. Per aver denunciato la corruzione la camorra e questo sporco modo di operare, ho distrutto la mia vita. Per anni la politica mi ha offeso e delegittimato, perché troppi sono i giochi di potere tra ditte colluse e apparati dello Stato”. Ciliberto ha denunciato corruzione nell’aggiudicazione di lavori, infiltrazioni mafiose ed anomalie costruttive, ha subito gravissime minacce e gli è stato riconosciuto lo status di testimone di giustizia che lo ha inserito nel programma di protezione.

Purtroppo non è la prima volta che simili tragedie si verificano sulle autostrade italiane. Numerosi sono i precedenti, anche recenti. Il primo è quello del cavalcavia di Annone, in provincia di Lecco sulla corsia Nord della superstrada 36: il cedimento si verificò il 28 ottobre del 2016 al passaggio di un tir da oltre 108 tonnellate. La struttura piombò sulla strada sottostante e schiacciò l’auto, un’Audi, di Claudio Bertini, 68 anni, che rimase ucciso sul colpo. Un’altra vettura, una Fiat Panda, fu investita dalla cabina del tir, precipitato e inclinatosi su un fianco. L’occupante della Panda, Roberto Colombo, rimase miracolosamente illeso. Nessuna conseguenza pure per l’autista del mezzo pesante e la famiglia di tre persone che viaggiava su una Volkswagen Golf, volata giù dal cavalcavia.

Per questo episodio il 4 novembre del 2016 la Procura di Lecco ha iscritto nel registro degli indagati tre persone: Angelo Valsecchi, 50 anni, dirigente Viabilità e infrastrutture dell’amministrazione provinciale di Lecco, il suo vice Andrea Sesana, 35 anni, e il tecnico dell’Anas Giovanni Salvatore, 56 anni. Omicidio colposo e disastro colposo sono i reati ipotizzati dai pm. Poche ore prima del crollo, un cantoniere dell’Anas, Tindaro Sauta, aveva segnalato la caduta di calcinacci.

Il 7 luglio del 2014 crollò un tratto del viadotto Petrulla, sulla strada statale 626 tra Ravanusa e Licata, in provincia di Agrigento. Quattro persone, tra le quali una donna incinta, rimasero lievemente ferite.

Sempre in Sicilia, qualche mese dopo, il giorno di Natale del 2014, cedette il viadotto Scorciavacche sulla statale Palermo-Agrigento. Era stato inaugurato il 23 dicembre. Questo incidente non coinvolse automezzi e non causò danni alle persone.

Su Twitter le prime immagini del crollo sull’A14 che mostrano i corpi coperti con un lenzuolo.

 

 

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