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Crollo palazzo Lungotevere, lavori fantasma: presto indagati

ROMA – Crollo palazzo Lungotevere, lavori fantasma: presto indagati. Lavori fantasma. Autorizzati ma solo in parte. E comunque da chiarire. C’è anche questo nel fascicolo del caso relativo al crollo parziale del palazzo sul Lungotevere Flaminio avvenuto lo scorso venerdì. Al centro della questione ci sono dei lavori di ristrutturazione che erano in corso all’interno 14 del palazzo. Lavori in corso di cui nessuno sembrava sapere nulla: non è stata trovata traccia di nessuna comunicazione al condominio, nè di una qualche dichiarazione di inizio attività in Municipio.

E non a caso, informa l’agenzia Ansa con un dispaccio della mattinata di lunedì 25 gennaio: “Potrebbero esserci a breve alcune iscrizioni nel registro degli indagati relativamente al crollo dell’ appartamento al quinto piano di un edificio al Lungotevere Flaminio a Roma avvenuto venerdì scorso. I pm che indagano sulla vicenda hanno già ascoltato i responsabili della ditta che stava effettuando i lavori di ristrutturazione nell’appartamento interessato dal crollo e hanno proceduto anche all’audizione dei proprietari degli appartamenti. Il procedimento al momento resta contro ignoti ma non si esclude che alla luce del lavoro dei consulenti si possa procedere alle prime iscrizione nel registro degli indagati”.

Una svolta per capire le cause del crollo, scrive il Messaggero, potrebbe arrivare dalle foto che i vigili urbani hanno scattato solo qualche ora prima del crollo dell’edificio:

 Gli investigatori, coordinati dal procuratore aggiunto Roberto Cucchiari e dal pm Antonella Nespola, sono convinti che l’origine del cedimento (uno “scivolamento”) sia da ricercarsi tra il VI (penultimo) e il V piano: è qui che qualcosa si è smosso. Vuoi per la presenza di pesanti vasi sulla terrazza del VI di proprietà dell’architetto specializzato in parchi Lidia Soprani, vuoi per il possibile abbattimento di tramezzi “collaboranti” con le mura portanti. Manovra che avrebbe fatto mancare il giusto bilanciamento dei solai fissati su mattoni e cemento di prima generazione (l’edificio è stato realizzato tra il ’28 e il ’39) provocando, di fatto, lo scivolamento degli ultimi tre piani in avanti.

Gli inquirenti, dopo avere acquisito in Municipio il fascicolo inerente lavori passati e più recenti, stanno verificando se gli ultimi due piani siano stati aggiunti. I condomini però sono sicuri: «Ci sono sempre stati – dice Andrea Ciacchella, ingegnere civile, del secondo piano – e sono 7 anche i piani del palazzo gemello dall’altro lato della piazza. Nessun abuso». Tra gli inquilini risulterebbe anche l’attrice Jo Champa, che comunque vive da tempo negli States. La Procura, procede per disastro colposo, nominerà un consulente per stabilire la dinamica del crollo.
 

FOTO LAPRESSE.

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FOTO ANSA.

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