Blitz quotidiano
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Dado e la parodia sui funerali show del boss: Casamonica condannati

ROMA – I Casamonica dovranno pagare per le minacce e gli insulti al comico Dado, “reo” di aver trasformato in parodia i funerali show a Roma del boss Vittorio Casamonica. E’ quanto deciso dal sostituto procuratore di Roma Maurizio Arcuri, che aveva aperto un fascicolo sulle minacce. Dieci persone finirono indagate, le stesse contro le quali sono stati firmati altrettanti decreti penali di condanna per gli insulti più gravi, accuratamente scremati dalla polizia postale.

Non andranno a processo ma dovranno pagare una pena pecuniaria: chi si è limitato agli insulti (diffamazione) dovrà sborsare mille euro, chi ha aggiunto anche le intimidazioni (minacce) almeno millecinquecento.

Era il 20 agosto 2015 quando a Roma andarono in scena le esequie in pompa magna del patriarca dei Casamonica. Sei cavalli con pennacchio trainavano un’antica carrozza funebre. Una banda intonava la colonna sonora del film “Il Padrino”, e accompagnava il transito della bara di Vittorio Casamonica. Un elicottero sorvolava la parrocchia di San Giovanni Bosco, al Tuscolano, e lancia petali di rosa sulla folla. Le immagini fecero il giro del mondo con reazioni indignate da ogni parte.

Così il comico Gabriele Pellegrini (in arte Dado) prendendo in prestito le note di “Non voglio mica la luna” di Fiordaliso cantava “Vorrei una bara fiammante. E fuori la chiesa la mia faccia gigante. A-a-a…”. Nel giro di breve la sua pagina Facebook fu presa d’assalto da amici e parenti del clan di origine sinti.

Insulti talmente pesanti e minacce, alcune di morte, da spingere il comico a sporgere denuncia. Il quotidiano Il Messaggero ne ricorda alcuni:

«Fai schifo, non sei nemmeno degno di nominare mio zio» gli aveva risposto a stretto giro Ferruccio Casamonica, riprendendo una delle poche frasi prive di parolacce. «Stai attento che se ti vedono x strada… lo avrai subito il funerale m…» inveiva qualcun altro. Mentre Romolo Di Silvio si augurava: «Sì può darsi domani schiatti pure te…».
«Neppure quando ho attaccato l’Isis sono stato minacciato così – era stato il primo commento di Dado subito dopo aver presentato denuncia ai carabinieri – In confronto ai Casamonica l’Isis è il circolo dei Lions». Anche se Dado col video non aveva risparmiato l’ironia su sindaco e prefetto, pare che a infastidire di più siano stati alcuni passaggi ritornelli della canzoncina come «Non voglio mica la luna ma voglio essere nullatenente e con Porche girà», «Non voglio mica la luna ma un fisco che ignora le ville di mia proprietà…».