Blitz quotidiano
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Daiane Ferreira, campionessa di boxe stende aggressori. Ma se lo è inventato?

PORDENONE –  In un post pubblicato venerdì notte su Facebook, e poi rimosso, aveva raccontato di aver mandato ko “tre profughi, senza documenti”, che avevano tentato di violentarla. Ma ora Daiane Ferreira, pugile spagnola di 28 anni, rischia di finire lei stessa sotto indagine. La Questura di Pordenone ha infatti aperto un fascicolo di indagine per accertare i fatti da lei riferiti. Il sospetto è che se lo sia inventato.

Nel post Ferreira aveva raccontato che l’aggressione era avvenuta intorno alle 23.40 nei pressi della stazione ferroviaria di Pordenone, mentre portava a passeggio il proprio cane e che un signore di passaggio aveva chiamato subito la Polizia. In Questura però non risultava alcun intervento da parte forze dell’ordine per aggressioni a donne venerdì notte.

Martedì mattina, di fronte agli investigatori che l’avevano convocata in Questura per chiarimenti, la donna ha fornito una versione diversa rispetto a quella riportata su Facebook: il tentativo di aggressione – ha detto – c’è stato, ma non sono intervenuti gli agenti della Polizia e non ci sono i testimoni dei quali aveva parlato nella prima versione del racconto.

L’atleta, accompagnata dall’avvocato Domenico D’Aniello e dal coach Gianbattista Boer, per il momento non sporgerà denuncia. In relazione alle notizie circolate, Ferreira ha precisato che si è ingenerato un cortocircuito di informazioni, che parlavano della presenza di agenti e di testimoni sul posto, notizie poi rivelatesi infondate. A riprova delle proprie affermazioni, la pugile ha consegnato copia del post pubblicato su Facebook – e successivamente rimosso – in cui ci sono alcuni dettagli dei concitati momenti della presunta aggressione.