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Dario Celio non pagava affitto: morto in casa da 10 mesi

TRENTO – Dario Celio, 40 anni, non pagava l’affitto da mesi. Per questo, martedì 19 gennaio, un ufficiale giudiziario si è presentato alla sua porta con un’ingiunzione di sfratto. Ma non ricevendo risposta ha fatto forzare la serratura ad un fabbro: all’interno la macabra scoperta, l’uomo era morto da 10 mesi. Il dramma di solitudine ed emarginazione si è consumato a Susà di Pergine, un piccolo paese della Valsugana, in Trentino.

Secondo i primi accertamenti medici, la morte potrebbe essere avvenuta per cause naturali e dovrebbe risalire a circa 10 mesi fa. Dopo aver tentato invano di contattarlo, la proprietaria di casa si era vista costretta a chiedere l’intervento dell’autorità giudiziaria. Da mesi non venivano pagate neppure le bollette per la fornitura elettrica.

Lo hanno trovato in camera da letto: l’uomo era sotto le coperte in avanzato stato di decomposizione. Gli abitanti del paese esprimono stupore per questa vicenda, sulla quale i carabinieri hanno avviato ulteriori accertamenti.

Secondo i vicini di casa l’uomo, originario della provincia di Venezia, era venuto ad abitare in Trentino da circa tre anni: era schivo e di poche parole, ed era difficile capire se abitasse nella casa o si fosse trasferito. Le imposte della finestre – dicono – erano sempre chiuse. Pare che l’uomo da tempo avesse perso il lavoro di infermiere e fosse entrato in crisi. A Cavarzere (Venezia), suo paese di origine, Dario Celio lascia i genitori e un fratello.

 


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