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Gabriele Defilippi Casanova: Marzia, Gloria Rosboch, Roberto

Gabriele Defilippi, uno che a qualsiasi rimostranza di tipo etico, morale, a qualsiasi considerazione di carattere umano risponde con un sostanziale: "Embè?"

TORINO – Gabriele Defilippi aveva un debole per le insegnanti. Non solo ha sedotto, derubato e ucciso, per godersi indisturbato 187 mila euro, Gloria Rosboch, la sua ex profia, non solo Marzia Lachello, la maestra della scuola più piccola d’Italia, ma anche molte altre donne, prima sedotte attraverso i social network, poi indotte a atteggiamenti compromettenti, poi ricattare con la minaccia di diffondere quelle immagini . Però il suo amore era lui, il suo uomo, Roberto Obert, l’uomo maturo, l’uomo di 54 anni che ora lo accusa di essere lui, Gabriele, l’autore materiale del delitto, ma alle cui voglie si sottometteva consenziente, al punto di riconoscerlo, magari anche per deviare le indagini, davanti agli investigatori, magistrato e carabinieri.

I colpi di scena si sono inseguiti nelle ultime ore:

1. l’avvocato di Marzia Lachello, Paolo Campanale, di Ivrea, conferma attraverso la Stampa la vicenda della maestra e rivela che la insegnante ha aiutato i carabinieri a ricostruire il ritratto di Raffaele Defilippi;

2. dalle stanze delle indagini trapela l’immagine di un Gabrielle Defilippi seduttore e ricattatore a catena;

3. l’avvocato Roberto Obert, Marco Stabile, butta tutta la colpa su Gabriele Defilippi e aggiunge che anzi Obert ha cercato di fermarlo;

4. dai verbali su cui sono basate le ordinanze di custodia cautelare per Gabriele Defilippi, Roberto Obert e la madre di Defilippi, Caterina Abbattista, emergono dettagli da vomito.

Partiamo dai verbali.

Ferrando“, dice Gabriele Defilippi scostando il ciuffo di capelli dalla fronte. Un po’ un tic e un po’ un gesto di fastidio. Cerca quasi stizzito di spiegare al procuratore che lo interroga che insomma, “Ferrando, capisca, un ragazzo di 21 anni che passa dal non avere nulla a una valigia piena di soldi“. Ferrando, (cioè Giuseppe Ferrando, il procuratore della Repubblica di Ivrea), capisca: uno così come non può voler togliere di mezzo quella persona che quei soldi, quel mucchio di soldi, glieli aveva messi in mano? Omicidio premeditato? Gabriele non ci sta, e se gli fanno notare che intorno a quel pozzo ci era già stato con l’amante-complice, presumibilmente per cercare il posto adatto dove lasciare il corpo, lui risponde che sì in quel bosco ci era stato con Roberto, ma per far . “Che ci si fa in un bosco se no?”.

Eccolo Gabriele Defilippi, uno che a qualsiasi rimostranza di tipo etico, morale, a qualsiasi considerazione di carattere umano risponde con un sostanziale: “Embè?”. E’ accusato di omicidio premeditato della professoressa Gloria Rosboch insieme all’amante e complice Roberto Obert e alla madre Caterina Abbattista.

E’ stato Obert a confessare, raccontando che a uccidere materialmente la professoressa Gloria era stato Gabriele. Lui invece rimpalla l’accusa all’amante ma in procura sembrano credere più alla versione del maturo amante che dell’istrionico ventenne. La versione di Gabriele è che lui voleva solo far star buona la professoressa e restituirle 50mila dei 187mila euro che le aveva preso con la promessa di una vita insieme in Francia. Solo che nel tragitto in auto, dopo averla prelevata, Obert dal sedile posteriore l’ha strangolata con un laccio, lei seduta sul sedile del passeggero. La versione di Obert invece è che lui la prof non l’aveva mai vista prima, era stato Gabriele a strangolarla.

Il procuratore, Ferrando, fa notare a Defilippi che pochi giorni prima dell’omicidio con Obert aveva già fatto un sopralluogo proprio in località Rossetti, intorno al pozzo dove poi è stata trovata cadavere la prof. Gabriele risponde: “…Niente, cercavamo un posto per imboscarci, quando in due si va nel bosco che si fa? Abbiamo avuto un rapporto …”.

Nell’inchiesta è coinvolta anche la mamma di Gabriele, Caterina Abbattista, infermiera a Ivrea. Lei sostiene che il 13 gennaio era regolarmente al lavoro mentre il figlio Gabriele era a casa a badare al fratello più piccolo. Sbagliato: dalla cella di Gassino, casa della famiglia di Gabriele, partono due telefonate dal telefono fisso dirette ai cellulari, spenti, di Gabriele e di Caterina. E’ proprio il fratello più piccolo, solo a casa, che cerca la madre e il fratello.

Parrucche, travestimenti, narcisismo portato all’estremo: per Gabriele Defilippi si profila una perizia psichiatrica. Dopo l’interrogatorio di garanzia davanti al gip, l’avvocato del ragazzo, Pierfranco Bertolino, ha detto: “Sicuramente la personalità di Gabriele sarà da analizzare, qualche problema ce l’ha, è emerso anche dai profili” Facebook che il 21enne aveva, ha aggiunto. “È in isolamento, sorvegliato a vista, si sta rendendo conto di quanto fatto – ha aggiunto il legale -. Ha una personalità molto disturbata, non so se chiederemo delle perizie psicologiche, certamente chiederemo delle verifiche”.

Roberto Obert. A Ottavia Giustetti di Repubblica, l’avvocato di Obert,  Marco Stabile, ha detto:

“Il mio cliente, Roberto Obert, è provato dalla vicenda ma ha deciso di collaborare con gli investigatori. La sua versione dei fatti non cambia ha confermato di essere stato sempre alla guida dell’auto. E ha aggiunto però di aver cercato di fermare Gabriele mentre uccideva la professoressa.

“Nel corso dell’interrogatorio, inoltre abbiamo prodotto una documentazione sulla posizione lavorativa del mio assistito relativa a 39 anni di lavoro e una buonuscita di 27 mensilità che ha ricevuto per andare in mobilità”.

Le altre donne. Elisa Sola del Corriere della Sera riferisce che Gabriele Defilippi

“si atteggiava a modello puntando a fare «money» perché si sentiva troppo sacrificato a condurre una vita normale in un paese di provincia, avrebbe ingannato, già quando era molto giovane, un numero imprecisato di donne. Oltre a Gloria e a M, una maestra trentenne con la quale aveva avuto una relazione prima di riallacciare i rapporti con la Rosboch, Gabriele avrebbe adescato altre donne.

“Con alcune, dopo averle sedotte, avrebbe scattato delle fotografie intime con un unico obiettivo: ricattarle. La minaccia sarebbe stata: «O mi paghi, o pubblico le immagini in rete e ti rovino». E sarebbe stata più di una fanciulla ad essere finita nel giro. Questa «attività», sulla quale si sta indagando e che getta una nuova luce oscura su un personaggio definito «gelido e disumano» dallo stesso procuratore capo di Ivrea Giuseppe Ferrando, sarebbe stata uno dei modi con cui Gabriele cercava di accumulare denaro.

“I soldi che racimolava, li spendeva in vestiti, acconciature e serate mondane, anche al casinò di Saint Vincent. Con il mito di partire un giorno per l’America, unico continente che riteneva degno di ospitare i suoi presunti talenti che credeva di possedere”.

La maestra, M., ha un nome: Marzia Lachello, la maestra della scuola elementare più piccola d’Italia, che ha portato i suoi due alunni al Festival di Sanfremo 2016. Lo rivela Massimo Numa sulla Stampa di Torino con queste parole:

“Eravamo a conoscenza della storia di Marzia Lachello da diversi giorni e abbiamo sempre rispettato la privacy della maestra. La decisione di pubblicare questo articolo è stata presa in accordo con l’avvocato Paolo Campanale, che la tutela, e questo perché stavano iniziando a circolare informazioni false e diffamatorie sul suo conto. Pensiamo che dare visibilità alla vicenda aggiungendo il nome e cognome fosse necessario per spiegare la storia e dare voce alla protagonista.

Marzia Lachello [… è] una delle donne ingannate da Gabriele Defilippi. Una relazione di diverso tempo fa, che ripercorre oggi attraverso l’avvocato di fiducia Paolo Campanale, di Ivrea. Gabriele era molto più giovane di lei, la loro storia è durata mesi, un periodo molto travagliato sul quale ora si sta cercando di fare chiarezza.

Marzia è stata lasciata da Defilippi dopo forti contrasti. Sentita dai carabinieri come teste, Marzia ha raccontato cosa era veramente accaduto tra loro. Oggi – coinvolta suo malgrado in questa vicenda tragica – non ha voglia di parlare di quella storia che ormai appartiene al passato. Ha sempre negato di essere stata truffata o derubata di qualcosa. È una relazione finita nel modo peggiore possibile e con risvolti più complessi ma non meno inquietanti.

Di fronte ai carabinieri ha però tracciato un ritratto preciso di Gabriele, che senza dubbio conosceva. Ritratto prezioso in questa indagine ancora aperta sull’omicidio della professoressa”.

 

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