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Dimenticarono ago in inguine paziente: medici condannati

AVELLINO – Dimenticarono un ago da sutura nell’inguine di una paziente: condannati due medici ed una assistente di sala operatoria dell’ospedale Criscuoli di Sant’Angelo dei Lombardi, ad Avellino. 

 

L’episodio, spiega ​Nicola Diluiso sul quotidiano Il Mattino, risale al 13 ottobre del 2008. Quel giorno la signora Francesca Giacobbe di Flumeri, 66 anni (all’epoca), venne sottoposta ad un intervento chirurgico nel reparto di ginecologia.

L’esito venne giudicato positivo e la donna fu dimessa. Ma pochi giorni dopo iniziarono i dolori lancinanti all’inguine e la difficoltà a camminare. Il tutto aggravato da una emorragia. 

Quindi la donna andò nuovamente in ospedale e rimase lì in osservazione per un giorno, ma nessuno si accorse di nulla. Le venne unicamente consigliata una cura a base di farmaci e una cura specialistica. I medici credettero che quei dolori facessero parte del decorso post-operatorio ed eventualmente causati dalla cattiva circolazione del sangue nelle gambe. Ma anche dopo aver seguito queste indicazioni la signora Giacobbe non riscontrò alcun miglioramento.

 

 

Ma, scrive Diluiso sul mattino,

a smascherare l’errore fu un esame eseguito nell’unità operativa di radiologia e diagnostica dell’ospedale Maggiore “Pizzardi” di Bologna. Dalle immagini la presenza di un ago di sutura, dimenticato nella zona inguinale. Il referto medico – 16 maggio, ore 17.38 – chiarì tutto: «Si segnala la presenza di un corpo estraneo a densità metallica, filiforme a morfologia arcuata, localizzato in emiscavo pelvico destro».

Una prova inconfutabile di un caso di malasanità. «Da quel momento – spiega l’avvocato Angelo Ianniciello – abbiamo strutturato la nostra battaglia legale che ha avuto un concreto riscontro». Come si ricorderà, dopo la diffida formale alla struttura santangiolese e la querela contro i sanitari, l’allora procuratore della Repubblica di Sant’Angelo dei Lombardi, Antonio Guerriero, dispose il sequestro immediato della cartella clinica e fece scattare l’indagine della magistratura. Angelo Frieri, direttore sanitario del “Criscuoli”, dal canto suo dispose un accertamento interno. Nel frattempo, mentre alla donna, presso la clinica “Malzoni”, fu estratto il corpo estraneo, i tre dipendenti dell’Asl furono rinviati a giudizio. Ed oggi per loro un altro calvario giudiziario, con l’aggravante della condanna al risarcimento dei danni in sede civile.

 


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