Cronaca Italia

Diritti tv, Infront pronta a fare causa: “Noi non c’entriamo”

Diritti tv, Infront pronta a fare causa: "Noi non c'entriamo"

Diritti tv, Infront pronta a fare causa: “Noi non c’entriamo”

ROMA – La Procura di Milano indaga sui diritti tv e la Infront si dice estranea ai fatti e pronta a fare causa se ci sono stati atti dannosa per l’azienda e i suoi soci da parte degli indagati. Questa la dichiarazione resa da Infront all’Ansa dopo l’annuncio dell’inchiesta che vede indagati alcuni ex amministratori della società.

La Infront il 4 maggio, all’indomani della notizia dell’apertura dell’inchiesta, ha dichiarato:

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“Noi non c’entriamo, anzi siamo pronti a esaminare le contestazioni agli indagati per capire se vi siano stati atti dannosi per l’azienda e i suoi attuali soci. Con riferimento alle recenti notizie di stampa relative a una indagine della Procura della Repubblica di Milano che coinvolge alcuni ex amministratori della società, Infront Sports & Media ritiene doveroso effettuare alcune precisazioni nell’interesse della propria reputazione e dei propri dipendenti e collaboratori”.

L’advisor della Lega calcio di serie A ha poi aggiunto:

“Si sottolinea, in primo luogo, che Infront, che ha cambiato completamente la propria organizzazione e struttura manageriale, in questi mesi ha costantemente collaborato con gli organi inquirenti, fornendo il massimo supporto agli stessi e ribadisce la massima fiducia nell’operato della Magistratura. Va inoltre evidenziato come le condotte contestate agli indagati riguardino vicende penali di natura personale, senza alcun collegamento diretto con la Società, del tutto estranea alle stesse. Di conseguenza, Infront invita i media a evitare espressioni che possano condurre gli utenti a ritenere che la società sia stata parte attiva delle condotte criminose.

Si sottolinea, infine, che la stessa Infront quando avrà la materiale disponibilità degli atti di indagine, provvederà a esaminare le condotte contestate agli indagati per comprendere se vi siano stati o meno atti dannosi per l’azienda e per i suoi attuali soci”.

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