Cronaca Italia

Domenico Maurantonio, dna sotto le unghie e impronta sotto il davanzale. Sono di un killer?

Domenico Maurantonio, dna sotto le unghie e impronta sotto il davanzale. Sono del killer?

Domenico Maurantonio, dna sotto le unghie e impronta sotto il davanzale. Sono del killer?

MILANO – Il delitto di Domenico Maurantonio potrebbe essere risolto grazie al Dna. L’avvocato del ragazzo spiega al settimanale Giallo: “Un Dna ignoto sotto le unghie della mano destra di Domenico e un’impronta digitale del giovane sotto il davanzale della finestra. Sono questi i due elementi che non convincono e per cui chiediamo di comparare quel Dna con i sei compagni di scuola di Domenico presenti quella notte”.

I genitori di Domenico, lo studente padovano che il 10 maggio 2015 precipitò dal quinto piano dell’hotel dove alloggiava insieme ai suoi compagni di classe, in gita a Milano per l’Expo, hanno indicato, attraverso il loro legale e nell’istanza di opposizione all’archiviazione, sei ragazzi come presunti responsabili dell’accaduto. E’ emerso dall’udienza a porte chiuse, davanti al gip Paolo Guidi, che dovrà decidere nelle prossime settimane se archiviare l’inchiesta per omicidio colposo a carico di ignoti, come chiesto dalla Procura, secondo la quale si trattò di un “fatto accidentale”, disporre nuove indagini o un’imputazione coatta. Per i pm Alberto Nobili e Giancarla Serafini, che hanno insistito stamani nella richiesta di archiviazione, il 19enne era solo quando cadde probabilmente per un capogiro.

Il legale dei genitori, l’avvocato Eraldo Stefani, chiede invece che si vada avanti nell’inchiesta, anche con una nuova perizia “cinematica” sulla caduta, e soprattutto che si compari un profilo genetico trovato sul palmo della mano destra di Domenico che, a detta del difensore, venne tenuto fuori dalla finestra per le gambe da alcuni compagni prima di precipitare giù. Gli inquirenti – dopo oltre un anno e mezzo di indagini e dopo l’esito di una consulenza tecnica commissionata a tre esperti e da cui non emerse traccia di altre persone quella notte nel corridoio dell’hotel Da Vinci di Bruzzano – nei mesi scorsi hanno deciso di inoltrare l’istanza di archiviazione. Dagli accertamenti risulterebbe, infatti, che il ragazzo quella sera aveva bevuto molto e fino a tarda notte e si sarebbe sentito male in camera, sarebbe uscito dalla stanza (senza però prendere le chiavi) e si sarebbe trovato nel corridoio da solo (sono state trovate lì anche tracce di feci). Si sarebbe poi sporto dalla finestra e sarebbe caduto accidentalmente, probabilmente per un malore. Oggi il padre e la madre di Domenico erano presenti al settimo piano del Tribunale, hanno preso la parola davanti al giudice e hanno depositato anche una memoria per ricordare, come spiegato dall’avvocato Stefani, che pur essendo “provati da un immenso dolore che non li ha mai lasciati, sono anche forti e chiedono che l’autorità giudiziaria accerti la verità sulla morte del loro figlio”.

Nell’ipotesi del legale quella notte Maurantonio era nel corridoio con altri compagni (i tre che condividevano la stanza con lui ed altri tre amici) e sarebbe stato sollevato di peso dai ragazzi, forse per gioco, poi tenuto a testa in giù fuori dalla finestra per la gambe e, infine, sarebbe precipitato. Tanto che sempre nella ricostruzione del legale si punta su un’impronta di una mano trovata all’esterno del davanzale che indicherebbe “l’estremo tentativo di Domenico di aggrapparsi”. Per gli inquirenti, tuttavia, quell’impronta è compatibile con la caduta accidentale, una sorta di “frenata” con una mano alla ricerca di un appiglio dopo il malore. E il profilo genetico trovato sulla mano del giovane, a detta della Procura, è ininfluente perché rintracciato in una parte del corpo che di solito viene a contatto con molte persone, anche per semplici strette di mano. Il giudice dovrebbe decidere dopo Pasqua.

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