Blitz quotidiano
powered by aruba

“Domenico Maurantonio tenuto per le gambe, lo hanno ucciso”: perizia

MILANO – “Domenico Maurantonio tenuto per le gambe, lo hanno ucciso”: perizia. Domenico Maurantonio è stato ucciso, lo dimostra il fatto che sia caduto a testa in giù. E’ quello che sostiene una perizia in mano al pool di avvocati della famiglia dello studente precipitato nel maggio 2015 dall’el in cui si trovava in gita scolastica insieme alla sua classe. Ne parla Il Gazzettino:

Nell’ambito dell’inchiesta sulla morte di Domenico Maurantonio, lo studente padovano caduto dalla finestra di un el mentre era a Milano in gita all’Expo, una nuova perizia avvallerebbe l’ipotesi di omicidio.Per il legale della famiglia del 19enne, Domenico fu tenuto a testa in giù nel vuoto e dopo la caduta il suo corpo fu spostato. La perizia messa nero su bianco dopo quasi un anno di indagini ricostruisce l’accaduto ed escluderebbe l’incidente. Le indagini sono ripartite dall’impronta lasciata dal giovane sul muro esterno dell’albergo mentre cadeva. I periti ingaggiati dalla famiglia hanno stabilito che dopo la caduta il corpo senza vita del giovane fu spostato per depistare le indagini. Gli inquirenti e i genitori lanciano un nuovo appello ai compagni di scuola affinché dicano quello che sanno.

Ucciso da qualcuno, sostiene la famiglia. Ma potrebbe non trattarsi di un omicidio volontario, ma di una bravata finita male. Domenico tenuto per le gambe, chissà se per l’estremo tentativo di salvarlo da una caduta o mentre tentava una manovra azzardatissima sul davanzale. Fatto sta che quella presa, se davvero c’è stata a un certo punto qualcuno l’ha mollata e Domenico è precipitato. Non un azione omicidiaria quindi, ma una bravata che avrebbe pesanti conseguenze penali su ragazzi appena maggiorenni. La famiglia ha sempre parlato di omertà. Scrive Andrea Galli sul Corriere della Sera:

L’impronta, allo stesso modo, è compatibile anche con l’ipotesi di un disperato tentativo del ragazzo, in caduta, di «agganciare» qualsiasi cosa pur di salvarsi: con la mano avrebbe tentato di appoggiarsi al muro per ancorarsi e frenarsi. Ma, e torniamo all’origine dell’indagine, bisogna scoprire perché Domenico si è sporto dalla finestra e come ha perso l’equilibrio, se ha fatto tutto da solo magari in conseguenza di un malore e alla ricerca di una boccata d’aria fresca, oppure se c’erano altri studenti con lui. Fin dal primo momento, mamma e papà hanno avuto la «certezza» di un clima di omertà nella classe e nella scuola, espressione e simbolo della borghesia cittadina, e rimane incontrovertibile che la stessa famiglia Maurantonio sia stata isolata, non abbia ricevuto telefonate, e messaggi e gesti di solidarietà. A conferma, ripetono i genitori, che qualcuno ha taciuto e che tanti hanno «insabbiato», nel timore di pesantissime conseguenze penali, forse agendo con la copertura delle famiglie, specie di quelle che «contano». La scuola e la Padova-bene hanno sempre rigettato le accuse, alcune volte con rammarico e indignazione, altre volte uscendo perfino dai confini della buona educazione con insulti ai giornalisti che si sono occupati della tragedia. Vero è che, rimasta «sotto silenzio» per mesi, la straziante fine di Domenico torna alla ribalta. O forse no: se ci sono testimoni sicuri d’aver definitivamente chiuso il discorso, sappiano che gli investigatori non hanno mai smesso di cercarli. Stefani è anche convinto che il cadavere sia stato spostato dalla posizione iniziale e avvicinato di più all’el. Se davvero fosse andata così, sarebbe l’ennesimo mistero.