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Domodossola, su Facebook le scrivono “nana”: condannati

DOMODOSSOLA – Avvocato Giovanna Zevettieri, 32 anni, offesa perché nana: condannati ad un anno i due autori delle frasi offensive su Facebook, Angela Dell’Orsi e Marco Vigorelli. 

I fatti, come spiega Cristina Pastore sul quotidiano La Stampa, risalgono al giugno del 2013, quando i due postarono sul social network delle parole ingiuriose verso Zevettieri.

“Si fossero limitati a darmi della brutta nana, sono andati molto oltre con termini e toni denigratori che sono un’offesa alla disabilità”, ha raccontato l’avvocato, che era entrata in contatto con i due per motivi professionali.

 

Spiega La Stampa:

Aveva tutelato la zia, inserviente di una cooperativa con contratto all’Oviesse di Domodossola e una dipendente dello stesso negozio che, evidentemente, non andava a genio a Dell’Orsi e Vigorelli: i due nel loro scambio via Facebook se l’erano presa anche con la legale che, per sostenere la sua assistita, aveva inviato una lettera di diffida.

Zevettieri aveva cercato di trovare una soluzione senza finire in tribunale, chiedendo loro pubbliche scuse (come pubblica era stata l’offesa), ma invano. Così, racconta l’avvocato,

 

“Ho contatto due associazioni nazionali a cui sono iscritta – l’Aisac, associazione per l’informazione e lo studio dell’acondroplasia e Acondroplasia Insieme per crescere – e una terza, la Ledha, la lega per i diritti delle persone con disabilità. Abbiamo deciso insieme di costituirci parte civile in questo procedimento”.

Dell’Orsi e Vigorelli sono andati a giudizio per diffamazione aggravata dalla pubblicazione delle dichiarazioni lesive sul social network e per la violazione della legge a tutela delle persone portatrici di disabilità. E sono stati condannati, con rito abbreviato, ad un anno e alla liquidazione a titolo di provvisionale alle tre associazioni di 9 mila euro ciascuna e di 10 mila alla parte offesa.

Secondo il difensore dei due imputati, l’avvocato Michele Viggiani, si è basato tutto su un malinteso: i suoi assistiti, sostiene, con il termine “nana” avrebbero fatto riferimento ad una cliente, bassa di statura, con la quale c’erano stati dei problemi. Viggiani ha annunciato ricorso.


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