Cronaca Italia

Don Alessio Baggetto frattura il dito della perpetua e amante: condannato

Don Alessio Baggetto frattura il dito della perpetua e amante: condannato

Don Alessio Baggetto frattura il dito della perpetua e amante: condannato

RAVENNA – Ha fratturato un dito alla sua perpetua e amante mentre discutevano animatamente nella canonica della chiesa di Punta Marina Terme. Don Alessio Baggetto, 43 anni, è stato condannato a due mesi di carcere per lesioni dal tribunale di Ravenna il 17 gennaio. Il prete ha ammesso di aver ferito la donna, che è stata la sua amante per 5 mesi, ma ha sottolineato che si è trattato di legittima difesa durante una lite in canonica.

Il prete aveva scelto il rito abbreviato per il processo dopo che la donna ed ex amante, una ragazza di 26 anni originaria dell’est europa, lo aveva accusato di lesioni e di violenza sessuale per induzione. La ragazza infatti ha di gravi problematiche emotive, legate al suo passato, ma la perizia psichiatrica disposta dal tribunale di Ravenna ha stabilito che era consapevole delle sue azioni. Archiviata così l’accusa di violenza, per il prete di Punta Marina Terme è stata invece confermata quella di lesioni, che gli è costata una condanna a due mesi di carcere.

La vicenda giudiziaria di don Alessio Baggetto inizia nel 2013, quando il parroco conosce in una chat la giovane perpetua che era da poco rimasta orfana. Dopo un paio di incontri di persona, la giovane era andata a vivere nella canonica. Il prete l’aveva presentata ai suoi fedeli e assieme a lei era andato pure dall’allora vescovo a parlare per palesare le sue intenzioni di matrimonio. Poi a metà dicembre don Alessio cambia idea: da qui il litigio furibondo con la rottura definitiva.

Il caso era giunto sui tavoli della magistratura a causa delle querele reciproche tra il prete e la perpetua. Dalle indagini dei carabinieri era quindi emerso che la ragazza, nell’imminenza di un intervento chirurgico molto delicato, con il lascito della defunta madre aveva comperato una casa vicino alla canonica nominando il parroco suo erede. Le accuse più gravi per il parroco, poi ritiratosi in meditazione e preghiera in un istituto religioso bolognese, erano arrivate quando una prima consulenza disposta dalla Procura aveva stabilito che la giovane era fortemente plagiabile perché in condizione di inferiorità psichica.

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