Cronaca Italia

Don Ciotti: “Oggi siamo tutti sbirri”. Da Locri a tutta Italia in migliaia contro le mafie

Don Ciotti: "Oggi siamo tutti sbirri". Da Locri a tutta Italia in migliaia contro le mafie

Don Ciotti: “Oggi siamo tutti sbirri”. Da Locri a tutta Italia in migliaia contro le mafie

ROMA – Don Ciotti: “Oggi siamo tutti sbirri”. Da Locri a tutta Italia in migliaia contro le mafie. “Oggi a Locri siamo tutti sbirri. Ricorderemo tanti nomi di esponenti delle forze dell’ordine che hanno perso la vita e nessuno li può etichettare e insultare”. A dirlo don Luigi Ciotti dopo le scritte offensive comparse ieri a Locri. Un boomerang quelle odiose scritte (“Don Ciotti sbirro”, “Più lavoro meno sbirri”) che hanno avuto l’unico effetto di corroborare le ragioni dell’impegno contro ogni mafia. Sono infatti 25 mila i partecipanti al corteo di Libera in corso a Locri per la Giornata della memoria e dell’impegno per le vittime innocenti delle mafie. Cinquecentomila le presenze nei quattromila luoghi italiani in cui, in contemporanea a Locri, si sta svolgendo la giornata.

“Quelli che chiamano ‘sbirri’ sono persone al servizio dello Stato, cioè di tutti noi. Persone che con professionalità e dedizione provvedono alla nostra sicurezza, alla tutela delle leggi. Dobbiamo essere loro grati. Io personalmente ho verso di loro un grande debito di gratitudine. Se leggo oggi ‘don Ciotti sbirro’, la prendo non come un’offesa ma come un complimento”, ha detto don Ciotti

“Il lavoro – ha aggiunto – è insieme al sapere la base della dignità umana, e dunque scuola e lavoro sono i primi antidoti alle pesti della mafia e della corruzione. Deve essere però lavoro vero, onesto, tutelato dai diritti. Non il lavoro che le mafie procurano come segno del loro potere, un lavoro sottomesso, servile. Ma nemmeno il lavoro di tanta economia, dietro al quale si nascondono forme di sfruttamento, di riduzione della persona a mezzo di profitto. Lavoro che non genera dignità ma disuguaglianza. Abbiamo bisogno di lavoro, di politiche sul lavoro che riducano le disuguaglianze e generino dignità. Ne ha bisogno l’Italia, ne ha bisogno la Calabria”.

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