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Don Marco Scarpa innamorato. L’annuncio a messa: “Lascio”

VENEZIA – “Non sarò più il vostro sacerdote”. Così Don Marco Scarpa, parroco di San Pantalon a Venezia, si è rivolto ai fedeli domenica mattina, al termine della messa, annunciando loro la scelta di voler lasciare la toga. Almeno per un po’, ha precisato, per una “verifica sulle mie scelte, soprattutto nell’ambito dell’affettività”.

Don Marco si è innamorato. Le sue parole non lasciano molto spazio all’immaginazione: “I legami d’amore vissuti nel Signore non cessano – ha detto – ma si trasformano. Così spero che sia anche per il mio legame con voi. Voi siete parte di me e vi porterò sempre nella mia preghiera davanti al Signore. Chiedo anche a voi di pregare per me e accompagnarmi in questa nuova tappa della mia vita”.

La notizia è riportata dal quotidiano Il Gazzettino:

“Contattato al telefono verso sera, don Marco non ha voluto aggiungere null’altro rispetto a quanto messo nero su bianco e letto davanti ai propri parrocchiani, mentre non è stato possibile raccogliere alcuna considerazione in Curia a parte una fugace dichiarazione del vicario episcopale monsignor Dino Pistolato: “Non entro nelle vicende personali”.

Di sicuro c’è che da ieri don Marco Scarpa non può più celebrare i sacramenti e che San Pantalon è già stata affidata a un altro prete, don Mauro Deppieri, che assume la guida pastorale anche dei Tolentini, il cui attuale amministratore don Gilberto Sabbadin sta concludendo il dottorato in Teologia morale all’Università Gregoriana, in vista di una fusione di entrambe le realtà con Santa Maria Gloriosa dei Frari.

«Io ringrazio il Signore di aver potuto camminare insieme con questa comunità in questi anni. Ci siamo reciprocamente custoditi nella fede e abbiamo potuto così essere testimoni credibili del Signore. Vi chiedo scusa per le mie inadeguatezza e per i miei peccati, sono addolorato se a qualcuno sono stato di scandalo, di inciampo, invece che un compagno di strada nella via verso il Signore», aggiunge nel suo messaggio don Scarpa.

Adesso, sul piano del diritto canonico, la sospensione non ha una durata prestabilita e formalmente potrebbe anche essere revocata in qualsiasi momento. Ma se l’orientamento fosse quello della rinuncia definitiva al sacerdozio, il passo ulteriore non potrà che essere quello della riduzione allo stato laicale, la cui decisione spetterebbe a papa Francesco”.