Cronaca Italia

Donatella Pellegrino morta, ospedale deve risarcire 1 mln. Ma l’assicurazione è scaduta

Donatella Pellegrino morta, ospedale deve risarcire 1 mln. Ma l'assicurazione è scaduta

Donatella Pellegrino morta, ospedale deve risarcire 1 mln. Ma l’assicurazione è scaduta

PALERMO – Sette fratelli attendono da due anni il risarcimento di un milione di euro per la sorella morta all’ospedale Regina Elena di Roma, dopo un calvario durato 5 mesi. Ma l’ospedale ha le casse vuote e pure l’assicurazione è scaduta. Così, nonostante due sentenze del tribunale di Roma, non hanno ancora visto un soldo bucato.

Tutto è cominciato il 21 febbraio di cinque anni fa, quando la cinquantaseienne Donatella Pellegrino, di Palermo, viene sottoposta a un intervento chirurgico, per un adenoma al surrene sinistro, nell’Istituto nazionale tumori Regina Elena di Roma, collegata all’Ifo (Istituti fisioterapici ospitalieri).

La stessa notte la donna accusa forti dolori addominali, a causa di un danno subito alla milza che ha provocato un’emorragia interna, si apprenderà dopo. In poche ore la paziente viene portata di nuovo in sala operatoria e ci torna il 18 aprile successivo per una tracheotomia, resa necessaria dal peggioramento delle sue funzioni vitali.

La donna viene portata in altre due strutture ospedaliere di Roma; ma insorge la broncopolmonite in quel corpo ormai debilitato, e a quel punto non c’è più nulla da fare. Dopo la morte cominciano le traversie giudiziarie, come spiega l’avvocato dei fratelli Pellegrino, Marco Favarò:

“Abbiamo avviato una causa civile e in primo grado la tredicesima sezione del tribunale di Roma, nel marzo 2015, ha stabilito un risarcimento di un milione di euro. L’ospedale si è rivolto alla propria assicurazione, la “Am Trust Europe Limited”, ma nel corso del processo è emerso che la polizza conteneva una clausola in base alla quale sia il danno che la richiesta di risarcimento dovevano temporalmente rientrare nel periodo di validità della polizza, che invece era scaduta il primo aprile 2012 e mai rinnovata”.

La Corte d’appello, nell’aprile 2016, in fase cautelare ha ridotto l’importo del 50%, sospendendo l’efficacia esecutiva della sentenza nei confronti della compagnia di assicurazione,

“ma ancora i familiari non hanno visto un euro – aggiunge l’avvocato Favarò – L’ospedale, che fino a poco tempo fa era in gestione commissariale, non ha liquidità. Il pignoramento dei crediti che l’ospedale vanta dalle Asl, è impraticabile. In Italia si aiutano i correntisti delle banche in difficoltà, invece le vittime degli errori sanitari sembrano essere dimenticate”.

Sulla vicenda, fa sapere l’Ansa, il Regina Elena non ha voluto rilasciare alcuna dichiarazione.

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