Cronaca Italia

Dongo, un teschio riemerge dal lago dove i partigiani occultavano i cadaveri

Dongo, un teschio riemerge dal lago dove i partigiani occultavano i cadaveri

Dongo, un teschio riemerge dal lago dove i partigiani occultavano i cadaveri

ROMA – Una squadra di sommozzatori dei carabinieri ha ripescato nel lago di Como dei resti umani. I sub dell’Arma, venerdì 19 maggio, hanno infatti riportato in superficie il frammento di un teschio umano e un osso femorale, insieme ad alcune armi bianche (coltelli, accette, baionette), nello specchio d’acqua antistante il Pizzo di Cernobbio, località tristemente famosa per essere stata la tomba di decine di vittime della mattanza seguita ai fatti di Dongo del 1945 dove fu preso Benito Mussolini dai partigiani.

A scoprire le ossa umane, nei fondali melmosi, sono stati alcuni sub di Verbania, i quali hanno avvertito i carabinieri, intervenuti sul posto con il Nucleo sommozzatori di Genova. Gli uomini-rana dell’Arma hanno provveduto anche a delimitare l’area in cui giacciono alcuni ordigni bellici inesplosi che dovranno essere presto fatti brillare.

La Procura di Como, scrive il Giornale, ha aperto, sul caso, un fascicolo d’inchiesta, affidato al magistrato di turno, Pasquale Addesso. Gli esperti di medicina legale dovranno, per prima cosa, stabilire la datazione dei reperti umani, per accertare la probabile connessione con i fatti di sangue dell’immediato dopoguerra. Resta il fatto che una ricognizione puntuale del fondale del Pizzo di Cernobbio non risulta essere mai stata compiuta, per cui non è da escludere che i carabinieri completino le ricerche già nei prossimi giorni.

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