In Italia, il gpl costituisce un pericolo mortale che non corre solo sui binari. A Napoli il gas letale si trova nel ventre della città, a metri e metri di profondità dal suolo nella periferia orientale della città dove un immenso oleodotto attraversa i quartieri che vanno da Vigliena fino a Poggioreale.
“Viviamo su una bomba a gas da 800mila metri cubi”- denunciano le associazioni di cittadini, che aggiungono - “Quello che è successo l’altro giorno a Viareggio è poca cosa rispetto ai rischi che corriamo a Napoli Est.” Lo scenario di un’esplosione è infatti esplicitamente stato evocato dalla commissione tecnica incaricata del controllo del sito nel resoconto dei lavori svolti nel 2002.
Le amministrazioni comunali avrebbero da allora dovuto lanciare una campagna di sensibilizzazione e di pedagogia, attraverso strumenti audiovisivi e incontri nelle scuole. Nulla si è visto e le municipalità interessate non sono nemmeno a conoscenza del documento della commissione tecnica.
A rendere più inquietante la precaria situazione interviene la congiuntura di nuovi, imminenti, lavori. Infatti, la darsena petroli, punto di partenza dell’oleodotto, è adiacente al futuro Terminal container di levante. Un progetto che prevede un afflusso di 800mila teu annui, in pratica cinque chilometri di carri merci all’anno.
2 luglio 2009 | 12:44 Letto 381 volte
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