Cronaca Italia

Elena Ceste, nuovo dossier potrebbe scagionare Michele Buoninconti

Elena Ceste, nuovo dossier potrebbe scagionare Michele Buoninconti

Elena Ceste, nuovo dossier potrebbe scagionare Michele Buoninconti

TORINO – E’ cominciato a Torino il processo d’appello a Michele Buoninconti, e un nuovo dossier potrebbe forse scagionarlo. Il vigile del fuoco è accusato di avere ucciso la moglie, Elena Ceste, e di averne nascosto il corpo in un piccolo corso d’acqua a 2 chilometri da casa nelle campagne astigiane. In primo grado, nel novembre del 2015, l’uomo era stato condannato a 30 anni dopo un rito abbreviato. L’udienza si celebra a porte chiuse. In aula sono presenti i genitori della donna.

Secondo quanto riferisce Massimo Numa su La Stampa, Buoninconti sarebbe fiducioso. Questo grazie ad un dossier di 166 pagine con nuove immagini del corpo di Elena Ceste, scoperto nel Rio Mersa ad Isola d’Asti il 18 ottobre 2014.

Secondo quanto scrive Numa su La Stampa,

Ci sono immagini inedite del cadavere, la sua posizione, lo stato di conservazione delle parti rimaste immerse nell’acqua per mesi e dell’addome, invece quasi calcificato nel fango. E due fratture, la più interessante nel bacino, che potrebbero confermare l’ipotesi di una morte per una caduta accidentale, dalla strada di frazione Chiappa, nel canale.

Il delitto, secondo la sentenza ora al vaglio della Corte d’assise d’appello, fu commesso il 24 gennaio 2014: Buoninconti non sopportava che la donna, madre dei suoi quattro figli, cercasse di evadere dalla routine familiare sottraendosi al “ruolo di madre e moglie sottomessa che le aveva imposto”. Il corpo fu ritrovato il 18 ottobre successivo nel canale del Rio Mersa a Costigliole d’Asti, a pochi chilometri dalla casa della famiglia Buoninconti.

 

 

 

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