Cronaca Italia

Emanuela Petrillo, infermiera dei vaccini: “Non fingevo, era la procedura”

Emanuela Petrillo, infermiera dei vaccini: "Non fingevo, era la procedura"

Emanuela Petrillo, infermiera dei vaccini: “Non fingevo, era la procedura”

TREVISO – Non è vero che somministrava vaccini finti e poi buttava via le fiale. Emanuela Petrillo, l’infermiera di Treviso balzata agli onori delle cronache perché accusata di aver negato l’antidoto ad almeno 500 bimbi, a loro insaputa, ora nega ogni accusa. Attraverso il suo avvocato Paolo Saladin, la donna fa sapere di non essere né folle né spregiudicata: “Sono da sempre favorevole ai vaccini. E li ho sempre somministrati applicando tutti i protocolli previsti”.

L’infermiera ci tiene a difendere il proprio lavoro e la propria etica professionale. Nell’arco di 24 ore era diventata il mostro che agisce nell’ombra e gioca con la salute dei più piccoli. Ma a suo dire è stato tutto un malinteso.

Eppure Francesco Benazzi, direttore generale della Usl 2, è sicuro che quell’assistente abbia combinato guai. Al quotidiano Il Gazzettino spiega:

 “Abbiamo fatto il test degli anticorpi su 26 bambini vaccinati dall’assistente e in 23 casi l’esisto è stato negativo, quindi non è stata riscontrata la presenza del vaccino. Forse non ci sarà un profilo penale, ma dal punto di vista amministrativo siamo sicuri che la nostra dipendente ci ha recato un danno gravissimo non svolgendo i suoi compiti, compromettendo l’immagine dell’azienda e costringendoci a spese non previste. Penso che si arriverà al licenziamento. E le chiederemo i danni, che abbiamo quantificato in 100mila euro”.

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