Cronaca Italia

Emanuele Morganti, la fidanzata. “Lo hanno ucciso a sprangate, ho visto tutto”

Emanuele Morganti, la fidanzata. "Lo hanno ucciso a sprangate, ho visto tutto"

Emanuele Morganti, la fidanzata. “Lo hanno ucciso a sprangate, ho visto tutto”

FROSINONE – Emanuele Morganti è morto in ospedale, massacrato di botte fuori dalla discoteca da un gruppo di venti coetanei. Uno contro venti, che lo hanno picchiato a colpi di spranga e hanno continuato a prenderlo a calci quando era già in terra esanime. A raccontare cosa è accaduto ad Alatri è stata la fidanzata, che si scaglia contro i giornali: “Non era una testa calda, stavamo passando solo una serata con gli amici”. E intanto il suo assassino, dice la giovane, è libero e gli agenti lo stanno cercando.

Virginia Piccolillo sul Corriere della Sera riporta le parole della fidanzata di Emanuele Morganti, Ketty, che ha raccontato l’aggressione letale nei confronti del giovane di appena 20 anni di Tecchiena. La giovane ha raccontato:

“C’ero. Ho visto tutto. L’ho visto ammazzare e per tutta la vita avrò il rimorso di non essere riuscita a fare niente. Sono rabbiosa con i tg che lo hanno descritto come una testa calda che quasi quasi se l’è cercata: ma come si fa a dire una cosa così? Stava solo passando una serata con gli amici e la sua ragazza. Non aveva fatto niente».

La giovane non sa il nome dell’albanese che si è avvicinato per fare apprezzamenti a Ketty. Ma sia lei, sia il gruppetto di amici, che con gli occhi lucidi e la testa bassa non si danno pace, denunciano: «È stato l’unico a non essere stato nemmeno sentito dai carabinieri. Non sanno nemmeno dove sia, se n’è già andato». E la rissa? «Ma quale rissa? Non c’è stata una rissa, era lui da solo. È stato preso dai buttafuori, ma non lo hanno buttato fuori. L’hanno rincorso»”.

La ragazza punta il dito contro i bodyguard che lo hanno rincorso e picchiato fuori dalla discoteca:

“Quelli non dovevano proprio lavorare, hanno precedenti penali. È brutta gente. Loro e gli altri”. Gli altri chi? Tutti albanesi? «No, gli italiani. Quello che gli ha sfondato la testa con una spranga, quello che lo ha ammazzato, è un italiano. Emanuele era un ragazzino normale, sempre sorridente, che è stato massacrato di botte e mentre era a terra moribondo ancora gli davano calci. E chi l’ha ammazzato già sta fuori dalla caserma».

«Quello che lo ha ucciso è un italiano — ripete la prima testimone — e non è nemmeno la prima volta che lo fa: io stessa un giorno in una stradina me lo sono trovato davanti con una spranga». Gli altri annuiscono, convinti e indignati. «Sembrava che gli fosse passato sopra un camion». Ma dalla discoteca nessuno ha sentito niente? «Tutti», assicurano le due ragazze. «Tutti hanno visto tutto. E non sono intervenuti. Tutti sono colpevoli. Emanuele è stato ucciso da Alatri»”.

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