Cronaca Italia

Emanuele Morganti, la vegana Sarah Castellino: “Non mi scuso, la vita di un pesce e un uomo ha lo stesso valore”

Emanuele Morganti, la vegana Sarah Castellino: "Non mi scuso, la vita di un pesce e un uomo ha lo stesso valore"

Emanuele Morganti, la vegana Sarah Castellino: “Non mi scuso, la vita di un pesce e un uomo ha lo stesso valore”

ROMA – La vita di un uomo e di un pesce hanno lo stesso valore. Emanuele Morganti ha ucciso un pesce e quindi andava additato come un assassino. Questa la spiegazione di Sarah Castellino, la vegana che ha attaccato il giovane ucciso dal branco ad Alatri via Facebook, sottolineando di non volersi scusare. Per la donna Emanuele è un assassino, proprio come i suoi assassini ora in carcere, e per questo ai microfoni de La Zanzara in onda su Radio 24 ammette di aver scelto il momento sbagliato, ma di non essere pentita.

Intervistata da Giuseppe Cruciani del programma radio La Zanzara, Sarah Castellino si rifiuta di chiedere scusa alla famiglia di Emanuele Morganti, anzi rilancia le sue accuse al giovane pescatore di essere un assassino a sua volta, dato che ha ucciso dei pesci:

“Non chiedo scusa, non devo giustificarmi. Ho scritto quello che mi passava per la testa, il mio pensiero. Ho paragonato la vita di una persona a quella di un pesce, è la base dell’antispecismo. Emanuele non c’entra. Emanuele è stato ucciso, il pesce anche”. Ma lei ha messo la foto di Emanuele Morganti, appena ucciso: “L’ho trovata su internet, su Facebook. Circolava. Sapevo che era lui, certo. Volevo solo dire che anche il pesce è morto, c’è anche un’altra vittima. Ho detto una cosa ovvia”.

Dunque quel pescatore è un assassino?: “E cosa fa col pesce il pescatore? Lo uccide. E’ un termine giusto, è la lingua italiana”. Ma hai scelto proprio quella foto, quella di una persona appena uccisa: “Forse non è stato il momento giusto, ma il concetto è quello. Il mio pensiero è quello. La vita di un pesce vale come quella di una persona. Non ho detto che Emanuele meritava di morire”.

Ripeto. lei ha messo proprio quella foto: “La foto girava online. Poi l’ho tolta per non sparire da Facebook, gli antivegani sono bravi a far girare le cose. Comunque la vita di una persona equivale a quella di un pesce”. Emanuele, cacciatore, chi è per te?: “Non mi permetto di giudicarlo. Ho solo detto che va bene, lui è morto ma è morta pure un’altra vita, il pesce. Questa è la mia empatia”.

La giovane non vuole sentire ragioni e continua a sostenere di aver sbagliato momento, ma di aver detto la sua opinione con semplicità:

“Hai ragione sul momento sbagliato. Ma ho solo descritto la foto. Emanuele è stato ucciso, il pesce anche. Non è lo stesso, ma non bisogna fare nessuno dei due. Sono morte due persone per colpa della violenza. uando si rispetterà la vita di un pesce – dice la castellino – non ci saranno più omicidi, perché si rispetterà la vita di un debole”. “Le vite – dice Sarah castellino – sono tutte diverse e io le rispetto tutte. Quella di un topo e quella di un bambino, per me hanno lo stesso valore. E’ l’antispecismo”.

Poi lancia la sua teoria sull’origine di terremoti e alluvioni, che sarebbero causati dall’uomo che abbatte le nutrie, mostrando delle conoscenze scientifiche pari a zero:

“I terremoti e le alluvioni? Si producono perché le nutrie vengono abbattute. C’è scritto su Internet”.

Infine arriva la condanna ad allevatori e macellari, che per la vegana sono degli “assassini e papponi”:

“Gli allevamenti di animali – dice ancora – sono come i campi di sterminio nazisti, la struttura è la stessa. I nazisti hanno preso esempio da quelli”. Come consideri i macellai?: “Non è un mestiere. Sono dei papponi. E degli assassini. Gli allevatori sono degli sfruttatori. Quelli che lavorano nei macelli sono povere persone che non hanno trovato un altro lavoro”.

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