Cronaca Italia

Emanuele Morganti, “un’esecuzione”: finito con la spranga, sputato addosso e il “così impari”

Emanuele Morganti, lo zio: "Hanno sputato sul suo corpo"

Emanuele Morganti, lo zio: “Hanno sputato sul suo corpo”

FROSINONE – Una vera e propria esecuzione quella di Emanuele Morganti, preso a calci e pugni e poi finito a colpi di spranga in testa. Gli sputi addosso al corpo esanime a terra e un “così impari”, dopo le botte che lo hanno ucciso.

A parlare sono i familiari di Emanuele, il fratello Francesco e lo zio Pietro, che non si danno pace per la morte del giovane. Nove indagati per il pestaggio, due ragazzi fermati e solo un amico che ha provato a difenderlo dalla furia di chi lo picchiava a morte ed è finito in ospedale.

Anche il fratello Francesco trova il coraggio di parlare e lo fa con Corrado Zunino di Repubblica. Il fratello di Emanuele Morganti parla di una “esecuzione”:

“Emanuele è stato attaccato da dieci, forse venti persone. Buttato a terra, preso a calci.
“Poi l’hanno finito con una sprangata alla testa: non è stata una rissa, è stata un’esecuzione. Alla fine gli hanno anche sputato addosso”.

Ecco, perché tanta violenza? Perché questa esplosione di rabbia? Non la comprendono neppure gli inquirenti, nessuno ancora l’ha spiegata.
“Si spiega solo in un modo: cattiveria gratuita. Non c’è bisogno di andare lontano”.

Luca Romano sul quotidiano Il Giornale scrive che il dolore della famiglia è grande e riporta il racconto dello zio Pietro all’Agi, che sottolinea come nessuno l’abbia difeso:

“È stata la via Crucis di Emanuele…hanno anche sputato sul corpo a terra…È stata un’esecuzione. I testimoni ci hanno detto che lo picchiavano ovunque, lui ha provato ad andare via con la fidanzata, poi è caduto e l’hanno finito. L’hanno pestato a sangue, a morte. Gli hanno sputato, l’hanno calpestato. Una ragazza che era nel gruppo ha detto ’questo è quello che ti meriti’. Ma perché, per cosa? Non c’era mai stato nulla prima”.

 

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