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Enel: “Gare call center trasparenti, no massimo ribasso”

ROMA – Enel respinge al mittente le accuse sulle gare di assegnazione per i servizi di call center, spiegando che rispondono rigorosamente ai requisiti previsti dalla legge e non è mai stato applicato il criterio del massimo ribasso. La nota è stata diffusa a proposito alle notizie comparse in questi giorni su organi di stampa sul cambio di appalto e i posti a rischio nei call center. Accuse rivolte non solo a Enel ma ad altre grosse aziende come Poste Italiane, Gepin Contact e Uptime – gestori dei call center di Poste Italiane.

”Le aziende ammesse alle gare Enel – si legge nella nota – sono sempre sottoposte a controlli per verificare l’applicazione dei contratti di lavoro nazionali. In merito all’applicazione della clausola sociale, l’azienda precisa che la gara in questione è stata bandita prima dell’entrata in vigore della norma che la prevede, tuttora in via di definizione. Enel ha comunque avviato – conclude la nota – un dialogo con i fornitori di servizi, le istituzioni competenti e con il Governo per esaminare tutte le possibili soluzioni”.

Alessandra Caparello su Wall Street Italia spiega la vicenda:

Cinquemila i posti di lavoro a rischio nelle prossime settimane nei call center e 8mila nei prossimi mesi. A lanciare l’allarme sulla crisi del comparto le sigle sindacali Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil. Sono circa 80mila infatti i lavoratori nei call center del nostro paese su cui pesano come una spada di Damocle la delocalizzazione e le gare al massimo ribasso che fanno sentire i loro effetti sulla pelle dei lavoratori.

Il motivo? “Vincono società che offrono prezzi irrisori, violando le norme sul mercato e quelle sul lavoro”- come denunciano i sindacati e come riporta Il Fatto Quotidiano. Il che si traduce nella perdita di posti di lavoro.

“Nei prossimi mesi oltre 8mila licenziamenti nel settore dei call center, di cui almeno la metà vedrà aprire le procedure di licenziamento già nel mese di marzo”.