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Eni: “Impossibile continuare così a centro oli Viggiano”

ROMA – “Dal punto di vista tecnico ed operativo non è possibile proseguire, nemmeno parzialmente, l’attività produttiva del centro oli di Viggiano (Potenza)”: lo hanno detto i dirigenti dell’Eni ai componenti della Commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti, dai quali sono stati ascoltati a Potenza.

Secondo l’Eni, “non esiste una soluzione alternativa di tipo industriale che consenta di evitare la fermata degli impianti”, capaci di trattare 75 mila barili di petrolio al giorno: il centro oli – per operare rispettando le indicazioni contenute nell’ordinanza eseguita il 31 marzo scorso nell’ambito dell’inchiesta sul petrolio in Basilicata – “dovrebbe essere riprogettato dal punto di vista impiantistico e ingegneristico” e passare attraverso “un nuovo e complesso iter autorizzativo per operare non più come un impianto energetico ma come un impianto di trattamento rifiuti”. Secondo l’Eni, si tratta di una “ipotesi del tutto irrealistica sia dal punto di vista industriale che normativo”.

L’Eni ha ribadito la sua “massima collaborazione” alla Commissione parlamentare e alla magistratura “per una rapida conclusione delle indagini”. Per tale motivo, la compagnia ha confermato “l’intenzione di richiedere un incidente probatorio tecnico in contraddittorio con la Procura della Repubblica di Potenza, che consenta di verificare sia la conformità dell’impianto alle best practice internazionali, adottate per impianti analoghi in tutto il mondo, sia il rispetto della normativa italiana”.