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Enza Esposito, morta di leucemia. “Vittima della terra dei fuochi”

ROMA – Una leucemia ha spezzato la vita di Enza Esposito, morta pochi giorni fa a soli 21 anni. È l’ennesima vittima della Terra dei Fuochi. La tragica notizia la dà don Maurizio Patriciello, parroco di Caivano, in prima linea nella battaglia contro le morti per inquinamento in Campania.

“Quel brutto male in questo caso è la leucemia. Altre volte è il cancro – scrive il sacerdote – Ma nessuno ha più il coraggio di chiamarli per nome, questi orribili mostriciattoli. Oltre il danno dobbiamo sopportare la beffa di chi dice che non è vero. Che non c’è correlazione tra i rifiuti industriali interrati o dati alle fiamme nelle campagne e queste patologie che stanno decimando un popolo. Non ci sono prove scientifiche. Come se l’onere della prova spettasse al popolo e non allo Stato. Se non ci sono studi scientifici la colpa non è certo delle povere vittime”.

Infine Enza, ricorda il sacerdote, è solo l’ultima di una luna serie di vittime causate dal dramma dell’inquinamento:

“Dieci giorni fa a volare in cielo furono due nostri cari amici: don Marco, sacerdote trentacinquenne e Nicola, ministro straordinario della Comunione, trentenne. I nostri cimiteri sono strapieni di tombe con i fiori bianchi. La nostra gente è stanca. Stanca e sfiduciata”.

E pensare che dopo dieci anni di disastri, proprio pochi giorni fa aveva preso il via la prima bonifica ambientale su ordine del Governo. Una svolta storica nel martoriato territorio della Terra dei Fuochi: l’operazione comprende la rimozione delle ecoballe dal sito di stoccaggio di Taverna del Re a Giugliano. Il piano di smaltimento di cinque milioni di rifiuti pericolosi, organizzato da Regione Campania e Governo, è entrato quindi nella sua fase operativa e proseguirà nei mesi a venire.

Ad occuparsi dei lotti interessati, il numero 5 e 6, sarà l’associazione temporanea d’imprese formata da Vibeco srl/Bm service srl/Sirio Ambiente e Consulting srl. In attesa del via libera dai Paesi esteri di destinazione – tra questi Spagna e Romania – le ecoballe verranno trasportate in impianti di lavorazione “intermedia” in Italia.