Blitz quotidiano
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Enzo il barbiere, maxi sequestro di 13 milioni. Sempre assolto…

TORINO – Gli davano la caccia dal lontano 1989: in quasi trent’anni ha accumulato un immenso patrimonio di circa 13 milioni di euro attraverso il riciclo di denaro ricavato da attività illegali. Appartamenti, autovetture, aziende e quote societarie ora finiti sotto sequestro.  Lui si chiama Vincenzo Maccione, imprenditore edile di 57 anni, meglio noto come “Enzo il Barbiere“, originario di Foggia, ma da tempo residente a San Mauro (Torino). Per gli investigatori era l’indagato sempre assolto.

Per la prima volta nel 1989 il suo nome finisce sul registro degli indagati: è sospettato di tentato omicidio nei confronti di un agente di custodia del carcere di Torino. La vittima, Lorenzo Mongelli, poi finito a sua volta sul banco degli imputati, riforniva di armi e droga i detenuti e si sarebbe rifiutato di consegnare trenta coltelli. Fu proprio lui a fare il nome di Maccione salvo poi ritrattare tutto durante il processo.

Seguono anni di articolate e numerose altre indagini che collegavano il nome di Maccione a un fiorente traffico di sostanze stupefacenti, anche di carattere internazionale, prevalentemente concentrato nel Nord Italia. Tutte finite in un nulla di fatto. Fino ai giorni nostri, quando gli investigatori decidono di seguire la pista dei soldi.

A far scattare i campanelli di allarme sono state le decine di proprietà: un appartamento di lusso situato di fronte alle spiagge di Marina di San Lorenzo, in concessione fino al 2059. Cinque case a San Mauro, un alloggio a Torino, un terreno edificabile a Venaria. E ancora conti correnti, cassette di sicurezza stracolme di gioielli, due aziende edili (ad oggi senza alcun cantiere attivo) e il 50% delle quote di una terza società. Un patrimonio troppo ingente per uno che fino al 1996 faceva il barbiere.