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Equitalia gli chiede 871mila euro. Ma lui è nullatenente (da anni)

SANTA CROCE SULL’ARNO (FIRENZE) – Da anni è in difficoltà economiche, vive in una stanza con bagno in comune, senza corrente elettrica, ma Equitalia gli chiede 871mila euro. E’ la storia kafkiana di Mario Savarese, ex artigiano del settore pelle, nullatenente.

Savarese ha raccontato al quotidiano Il Tirreno la sua disavventura. Ha aperto la busta di Equitalia e

“Ho visto un 8, poi un 7. Mi sono detto: com’è possibile? Devo al fisco 87mila euro?”.

Ma era anche peggio: si trattava infatti di 871.948,69 euro. E questo nonostante, appunto, Savarese sia in condizioni economiche a dir poco disagiate, seguito dai servizi sociali e dall’ufficio casa del Comune. Che ha deciso di vederci chiaro.

Spiega Il Tirreno:

I debiti contestati, tuttavia, sono relativi al periodo compreso fra il 1998 e il 2006: dentro ci sono multe non pagate, quote di iscrizione alla Camera di Commercio non versate, ma soprattutto c’è una cartella del 2005 che da sola 865mila euro. Dentro troviamo debiti relativi a imposte regionali, Irpef e mancati versamenti dell’Iva. Niente, comunque, che da solo basti a raggiungere una tale cifra astronomica, prodotta soprattutto da penali, interessi di mora e sanzioni pecuniarie che da sole valgono oltre 300mila euro. Nei fogli stampati da Equitalia ci sono le cartelle con tutti i dettagli, concluse alla fine dal bollettino postale con la cifra complessiva del debito da saldare.

Secondo Equitalia Savarese dovrebbe pagare entro cinque giorni. Cosa ovviamente impossibile per lui (come per quasi tutti i comuni cittadini).

Per di più ci sono alcuni punti che non tornano in questa vicenda, come sottolinea Alberto Cioni, responsabile dell’ufficio casa del Comune di Santa Croce al quale Savarese è corso a chiedere spiegazioni:

“In primis il fatto di non aver mai ricevuto nessun altro avviso di pagamento, e poi di aver accumulato un debito sproporzionato per chiunque, a maggior ragione per una persona al limite di indigenza come lui. Senza contare, poi, che l‘ultima notifica si riferisce al 2006, quindi siamo comunque al di là dei 10 anni oltre i quali i debiti dovrebbero essere prescritti. Ho l’impressione che questa notifica sia un po’ il prodotto di quanto sta per accadere a Equitalia: dovendo chiudere i battenti magari stanno svuotando qualche cassetto”.

 


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