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Ermenegildo Rigonat, soldato disperso: famiglia lo ritrova 100 anni dopo

GORIZIA – Questa è la storia di Ermenegildo Rigonat, soldato austro-ungarico dato per disperso durante la Prima Guerra Mondiale. Per oltre un secolo i suoi cari non hanno più avuto notizie certe sulla sua morte, né tantomeno sul luogo della sua sepoltura. Ora, 102 anni dopo, potrà finalmente riposare in pace, grazie all’ostinazione del nipote Lucio che ha ritrovato la sua tomba in Polonia. Protagoniste tre famiglie di Ruda e di Villesse, in provincia di Gorizia: i Rigonat, gli Sclaunich e i Capello.

Come riporta Luigi Murciano sul Piccolo,

Ermenegildo Rigonat era nato il 6 aprile del 1875 a Ruda, da Giacomo Rigonat ed Eugenia Stabile. Secondogenito di tredici fratelli, la sua famiglia ha conosciuto ben presto l’orrore e il dramma della guerra, vedendosi arruolare ben sette degli otto figli maschi nelle fila dell’esercito austroungarico.

Allo scoppio del primo conflitto mondiale, Ermenegildo Rigonat – che nel gennaio del 1904 si era sposato con Maria Calligaris, dalla quale ebbe ben sei figli – viene arruolato nel 27° Reggimento “Leibach” e inviato sul fronte della Galizia.

A ritrovarlo 102 anni dopo è stato il nipote Lucio, grande appassionato di Storia che si è messo a rovistare in archivi e pubblicazioni senza mai perdersi d’animo. La svolta è arrivata quando è finito su un sito web polacco che riportava l’elenco quasi completo dei caduti sepolti nel cimitero numero 8 di Nowy Zimgorod, nel Sud Est della Polonia.

Secondo le fonti polacche Ermenegildo Rigonat cadde il 15 dicembre del 1914, nella sanguinosa battaglia di Limanowa-Lapanow. Come racconta il nipote al Piccolo:

“Ermenegildo era fratello di mio nonno Eugenio Rigonat. E insieme ai suoi nipoti Alfredo Capello e Manlio Sclaunich abbiamo voluto raggiungere il cimitero di Nowy Zimgorod. Abbiamo collocato una stele con la nostra foto di famiglia, riuscendo così a ricongiuncerci idealmente e fisicamente dopo oltre un secolo. È stato un momento estremamente toccante, che ci ha uniti moltissimo. Siamo davvero felici per l’esito delle ricerche”.