Blitz quotidiano
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Evasi a Rebibbia, Sappe: “Due agenti per 150 detenuti”

I due uomini evasi, i romeni Catalin Ciobanu e Mihai Florin Diaconescu, sono stati condannati rispettivamente per omicidio e rapina con sequestro di persona

ROMA – Romeni evasi dal carcere di Rebibbia, è polemica sulla sicurezza. Quando i due uomini, Catalin Ciobanu e Mihai Florin Diaconescu (condannati rispettivamente per omicidio e rapina con sequestro di persona) sono evasi, nel carcere si trovavano solo due agenti di polizia penitenziaria a sorvegliare 150 detenuti. A denunciarlo sono i sindacati di polizia carceraria, che puntano il dito contro il sovraffollamento del penitenziario romano rispetto al numero inadeguato di agenti.

“Il personale in servizio di Polizia Penitenziaria nei 14 Istituti Penitenziari della regione Lazio risulta essere sottodimensionato e non più rispondente alle esigenze funzionali degli Istituti dove si continua a registrare un esubero di detenuti rispetto alla capienza detentiva prevista”,

ha detto il segretario aggiunto di Fns Cisl, Massimo Costantino. Nel Nuovo Complesso di Rebibbia ci sono 157 detenuti in più rispetto ai 1.235 previsti.

“Le carceri sono più sicure assumendo gli Agenti di Polizia Penitenziaria che mancano – dice il segretario nazionale del sindacato Sappe, Donato Capece -, finanziando gli interventi per far funzionare i sistemi antiscavalcamento, potenziando i livelli di sicurezza delle carceri: non è un caso che proprio i sistemi di sicurezza del carcere di Roma Rebibbia sono fuori uso da tempo”.

In particolare, ha sottolineato Capece, “quando è avvenuta l’evasione nel reparto in cui erano detenuti i due soggetti evasi, c’erano di guardia solo due agenti per complessivi 150 detenuti».

Gli fa eco Leo Beneduci, segretario generale del sindacato di polizia penitenziaria Osapp:

“Nel perimetro esterno di Rebibbia non vi è più sorveglianza armata: la sicurezza è oggi demandata ad una autopattuglia che provvede alla sorveglianza dell’intero perimetro detentivo. I due detenuti romeni evasi quest’oggi avrebbero segato le sbarre del secondo piano del Reparto G11 del carcere di Rebibbia calandosi poi con l’ausilio di lenzuola annodate nel camminamento sottostante per poi arrampicarsi all’altezza della garitta numero 3 dell’Istituto di pena. Successivamente i due reclusi si sarebbero calati in prossimità del Reparto Cinofilo per poi raggiungere l’intercinta e l’esterno lato via Tiburtina dove vi sarebbero state due autovetture ad attenderli”.

Beneduci aggiunge che “è assai probabile che a favorire l’evasione vi sia stato il fatto che uno dei due detenuti svolgeva mansioni da lavorante interno al carcere che potrebbe avergli consentito di reperire le lame per segare le sbarre”.

Evasi a Rebibbia, Sappe: "Due agenti per 150 detenuti"

Da sinistra Ciobanu Catalin e Diaconescu Mihal Florin, i due due detenuti romeni evasi (Foto Ansa)