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Ex bulla a 12enne che tentò suicidio: “Non mollare mai”

TORINO – L’anno scorso un filmato che la immortalava mentre picchiava una compagna di scuola disabile fece il giro del web. Ora ha preso carta e penna per scrivere alla dodicenne di Pordenone, la ragazzina che qualche giorno fa ha provato ad uccidersi proprio per colpa dei bulli, come lo è stata anche la mittente di quella inaspettata lettera. “Nella vita l’importante è rialzarsi sempre”, le ha scritto cercando di darle conforto e coraggio.

Due fogli a quadretti, scritti a mano, che restituiscono una immagine completamente diversa della sedicenne di Varallo Sesia, in provincia di Vercelli, che lo scorso marzo prese a schiaffi e sputi l’amica.

Così l’ex bulla ha provato a regalare all’ “amica” di Pordenone, che in realtà non ha mai conosciuto, un po’ di speranza. “La tua storia è arrivata a commuovere tutti, perfino me…”, scrive la ragazza, che oggi ha cambiato scuola ed è ancora in attesa di conoscere le conseguenze penali del suo errore.

“Mi dispiace sapere che tu abbia pensato di dover fare quel gesto di disperazione”, aggiunge la sedicenne che nei mesi scorsi ha chiesto scusa anche alla sua vittima. Perché “nella vita tutti sbagliamo, ma l’importante – ribadisce – è rialzarsi sempre“. Ha fatto così anche lei e, stando a quelle parole, sembra proprio che abbia imparato la lezione. Tanto da sembrare un’altra persona, più matura e responsabile rispetto a quella che il mondo aveva conosciuto. La bulla non c’è più, ora c’è una ragazza consapevole di avere sbagliato. E di voler rimediare.

“Mi dipingono come un mostro, ma io vorrei una seconda possibilità“, disse qualche mese fa in una lettera consegnata al suo legale, l’avvocato Alessandra Guarini, per far sapere alla sua vittima di essere “molto pentita”. E per chiederle scusa, anche se indirettamente.

Alla dodicenne di Pordenone, ancora in ospedale dopo per le fratture riportate nel volo disperato dalla finestra della sua cameretta, ha scritto con semplicità. “Nella vita i più fragili pagano sempre le conseguenze”. E l’ha esortata a guardare avanti: “Quello che mi sento di dirti, dal cuore, è di non mollare mai...”.

La bambina di Pordenone non voleva tornare a scuola dopo una settimana di malattia a casa. “Non ce la facevo a rientrare in quella classe – aveva lasciato scritto – Avevo paura di urlare al mondo i miei timori e così ho deciso di farla finita”. Poi la corsa in ospedale, la paura per la sua vita in pericolo e il fiume di messaggi di affetto e solidarietà ricevuti. Compreso quello inaspettato di una ex bulla, pentita.

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