Cronaca Italia

Fabio Di Lello, caccia a complice che chiamò: “Italo D’Elisa è al Drink Bar”

Fabio Di Lello, caccia a complice che chiamò: "Italo D'Elisa è al Drink Bar"

VASTO – Fabio Di Lello aveva un complice? Uno che lo avrebbe avvisato che Italo D’Elisa era al Drink Bar in via Perth a Vasto, così che potesse andare e sparargli. Si terrà in Procura a Vasto a mezzogiorno del 6 febbraio l’incidente probatorio, richiesto dal sostituto procuratore della Repubblica Gabriella De Lucia, per verificare le telefonate fatte e ricevute dal cellulare e per documentare il traffico e i contenuti del computer di Fabio Di Lello.

In particolare si vuol scoprire se qualcuno ha avvertito telefonicamente mercoledì pomeriggio Di Lello mentre era sul campo di calcio ad allenarsi a Cupello, informandolo della presenza di Italo D’Elisa davanti al Drink Bar in via Perth. “In pratica – dice Pompeo Del Re, avvocato della famiglia del giovane assassinato – vogliamo sapere se c’è stato un complice che ha segnalato gli spostamenti del povero Italo. Nomineremo un tecnico per assisterci in questa fase investigativa”.

Di Lello già da tempo avrebbe premeditato l’uccisione del 21enne, che nel luglio scorso aveva provocato l’incidente stradale mortale di sua moglie Roberta Smargiassi. A sostenerlo Pompeo del Re, avvocato dei d’Elisa dopo aver svolto un’autonoma indagine difensiva oltre ad aver comunicato delle conversazioni avvenute da Di Lello con una persona, ora da identificare, che segnalava dove si trovasse Italo. “Siamo stati convocati dalla Procura – dichiara Del Re – per verificare le chiamate fatte e ricevute dal cellulare di Di Lello e il traffico e i contenuti del suo computer. In particolare se qualcuno ha avvertito telefonicamente Di Lello informandolo della presenza mercoledì pomeriggio di Italo davanti al Drink Bar”.

“Un altro aspetto che vogliamo che si indaghi – aggiunge – e ne abbiamo fatto richiesta alla Procura, se ci sono stati dispositivi sul patrimonio di Fabio Di Lello anteriori all’omicidio di Italo e successivi alla disgrazia della giovane Roberta. Questo può spiegarci l’indice di una premeditazione in quanto atti che potessero far presagire la volontà di spogliarsi dei propri averi in previsione del compimento di un atto estremo come poi così è stato”. Del Re segnala che il 1 dicembre 2016, presso lo studio notarile Manuela Carmina di Cupello, Fabio Di Lello aveva firmato un atto di donazione ai propri genitori – che avevano accettato – dell’immobile di sua proprietà; l’atto era stato poi registrato in Conservatoria il 22 dicembre.

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